La Provincia di Chieti istituisce un nuovo tavolo permanente dedicato alla tutela e valorizzazione delle case in terra cruda e dell’architettura rurale. La decisione è stata formalizzata con il decreto n. 23/2026 del presidente Francesco Menna.
L’organo, che interesserà 42 Comuni e circa 800 edifici, coinvolgerà numerosi enti e istituzioni: la Provincia stessa, la Regione Abruzzo (assessorati alla Cultura e all’Agricoltura), le altre Province abruzzesi, i Comuni ricadenti nell’ambito delle case di terra, l’ICCD (Istituto Centrale per la Catalogazione e Documentazione del MIC), la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, oltre a Ordini professionali e associazioni con finalità legate alla Convenzione di Faro sul patrimonio culturale per la società. Il coordinamento è affidato al servizio Urbanistica e pianificazione territoriale della Provincia di Chieti.
L’iniziativa affonda le radici nella delibera di Consiglio provinciale n. 17 del 30 maggio 2023, che ha adottato il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento, riconoscendo nelle case in terra cruda un elemento identitario del paesaggio rurale. Successivamente, il 16 settembre 2023, è stato firmato un protocollo d’intesa con l’associazione Città della terra cruda, seguito dalla sottoscrizione di una convenzione operativa il 28 marzo 2024. Da maggio dello stesso anno è partito il censimento dei manufatti, con la schedatura completata a dicembre 2025. Il documento definisce gli aspetti operativi relativi al reperimento di risorse economiche e strumentali per la schedatura e il censimento dei manufatti in terra cruda nella provincia di Chieti, con analisi del contesto insediativo, del sistema dei vincoli e delle limitazioni d’uso, nonché l’eventuale disciplina di conservazione e trasformazione delle strutture.
«L’architettura in terra cruda costituisce, per l’intero territorio abruzzese, una componente di grande rilievo del patrimonio edilizio tradizionale», sottolinea il presidente Menna. «Questo patrimonio interessa 42 Comuni e comprende circa 800 edifici, per i quali appare oggi necessario definire criteri e strategie di intervento condivisi, finalizzati alla tutela, alla valorizzazione e al riutilizzo di tali manufatti, sia per funzioni abitative sia per attività produttive. La Provincia di Chieti ha sempre riconosciuto nelle case di terra e nell’architettura rurale un elemento identitario, non soltanto del paesaggio agricolo ma dell’intero territorio provinciale. Ciò anche alla luce dell’elevato numero di edifici e delle loro specifiche caratteristiche costruttive e tipologiche. È quindi nostra responsabilità preservare questa particolare forma di edilizia tradizionale, contrastandone l’abbandono e promuovendone il recupero».
