Un rientro dall’estero che si trasforma in ricovero ospedaliero. È accaduto a Vasto, dove una donna di 56 anni è stata ricoverata presso l’Unità Operativa di Malattie Infettive dopo aver contratto la Chikungunya, virus tropicale trasmesso dalla puntura di zanzare infette e sempre più osservato con attenzione anche in Europa. La paziente era tornata da Cuba alla fine di gennaio. Pochi giorni dopo il rientro sono comparsi i sintomi tipici della malattia: febbre alta, forte mal di testa e dolori articolari intensi, tali da limitare i movimenti. I medici hanno immediatamente avviato una terapia di supporto. Le condizioni cliniche sono attualmente stabili e non destano preoccupazione.
Gli specialisti parlano di un caso “d’importazione”: il contagio, infatti, non avviene da persona a persona, ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes portatrici del virus. Per questo motivo non sono state ritenute necessarie misure preventive straordinarie e non esiste alcun rischio per la salute pubblica locale. La Chikungunya si manifesta con un esordio improvviso di febbre e dolori articolari particolarmente intensi, accompagnati spesso da cefalea e spossatezza. In alcune aree tropicali e subtropicali la malattia è endemica e può dar luogo a epidemie significative. Proprio a Cuba, in questo periodo, si registrano circa 50.000 casi, a conferma della circolazione attiva del virus.
Il caso di Vasto non deve generare allarmismi, ma rappresenta un promemoria importante: chi viaggia verso Paesi a rischio deve adottare adeguate misure di protezione contro le punture di insetti. L’utilizzo di repellenti, l’uso di indumenti a maniche lunghe e pantaloni lunghi, oltre alla permanenza in ambienti protetti da zanzariere, restano strumenti fondamentali di prevenzione. Informarsi prima di partire non è solo una buona pratica, ma un gesto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.
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