Sarà un pomeriggio all’insegna dell’emozione, della riflessione e dell’impegno sociale quello che segnerà la ripartenza delle attività dell’ULE di Francavilla al Mare. Mercoledì 14 gennaio, alle ore 17, l’Università Libera Età – Uniamo Le Esperienze darà ufficialmente il via al nuovo anno con un evento speciale ospitato, in via straordinaria, all’Auditorium Sirena.
Protagonista dell’inaugurazione sarà la clownterapia, raccontata e vissuta attraverso lo spettacolo “Col naso rosso posso. Il sorriso che cura”, con la regia di Annalica Bates Casasanta e la partecipazione dei clown dottori dell’associazione Ricoclaun di Vasto. Non un semplice spettacolo teatrale, ma il risultato di un percorso laboratoriale che indaga il senso del volontariato e il valore simbolico di un gesto semplice: indossare un naso rosso. Una maschera minima, capace però di aprire spazi di relazione, alleviare il dolore e generare cambiamento, tanto in chi la porta quanto in chi la incontra.
L’incontro proseguirà con la presentazione del libro “Ricoclaun. Il sorriso che cura: viaggio nella magia della clownterapia” (Ianieri Edizioni) di Rosaria Spagnuolo. Il volume ripercorre vent’anni di attività dell’associazione Ricoclaun, fondata a Vasto nel 2004, attraverso un mosaico di testimonianze che restituiscono la forza trasformativa della clownterapia in contesti di fragilità: ospedali, reparti pediatrici, case di riposo, carceri, territori colpiti da calamità naturali. Storie diverse che convergono in un’unica visione, quella di una comunità che si rafforza quando il dolore diventa occasione di cura condivisa.
Nel corso degli anni, Ricoclaun ha costruito una rete di progetti educativi, culturali e sociali, sperimentando l’incontro tra la clownterapia e altre pratiche come l’arte, la musica, il cinema e la pet therapy. L’associazione è attiva anche nella formazione, con percorsi dedicati ai nuovi volontari e momenti di aggiornamento continuo per i clown dottori.
«L’ULE è il luogo in cui il sapere si intreccia con l’esperienza e diventa crescita collettiva – ha sottolineato la sindaca Luisa Russo –. Inaugurare il nuovo anno con un evento dedicato alla clownterapia significa affermare che la cultura non è solo conoscenza, ma anche cura, attenzione all’altro e costruzione di legami solidali».
Per l’assessora alla Cultura Cristina Rapino, l’iniziativa rappresenta pienamente lo spirito dell’ULE: «Abbiamo scelto di aprire il nuovo anno con un appuntamento che unisce teatro, impegno sociale e riflessione culturale. La clownterapia racconta una cultura viva, capace di entrare nei luoghi della fragilità e di trasformare il sorriso in uno strumento potente di relazione. È questa l’ULE che vogliamo: aperta, dinamica e profondamente connessa al presente».
