Uffici comunali al freddo, la CISL FP attacca: “A rischio la salute dei lavoratori”

Uffici comunali senza riscaldamento da mesi e lavoratori costretti a operare in condizioni giudicate non sicure. La CISL Funzione Pubblica di Chieti denuncia gravi violazioni delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e punta il dito contro l’Amministrazione comunale. La segnalazione formale è stata presentata dalla Segreteria aziendale e dal coordinamento provinciale della CISL FP ed è firmata da Claudio Fedele, Simone Di Lanzo e Luisa Panara.

Secondo quanto riportato dal sindacato, dal novembre 2025 la sede comunale di Viale Amendola è interessata da gravi guasti al sistema di riscaldamento che coinvolgono diversi piani dell’edificio. Alla situazione si è recentemente aggiunta anche la sede centrale dell’ex Banca d’Italia. Il risultato è un ambiente di lavoro definito “non idoneo”, con dipendenti costretti a lavorare al freddo e, in alcuni casi, a ricorrere a dispositivi di riscaldamento alternativi ritenuti insicuri e insufficienti.

Il sindacato parla di una criticità che si ripete da anni e denuncia l’assenza di risposte concrete nonostante le reiterate segnalazioni, verbali e scritte, inviate alla parte datoriale e tramite i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Ad oggi, sottolinea la CISL FP, non esistono tempistiche certe per la risoluzione del problema né misure adeguate, mentre le temperature continuano a scendere.

Particolarmente allarmante, secondo il comunicato, quanto accaduto nelle scorse settimane nella sede di Viale Amendola, dove si sono verificati alcuni malori tra il personale con conseguente intervento del 118. Episodi che il sindacato collega a un crescente stress lavoro-correlato e che rendono la situazione ancora più preoccupante.

Da qui la richiesta di un intervento immediato e risolutivo da parte del Comune per garantire condizioni di lavoro normali e sicure. In mancanza del ripristino degli impianti, la CISL FP chiede il trasferimento temporaneo del personale in locali idonei, l’attivazione dello smart working per le attività compatibili e una riduzione dei servizi all’utenza, limitando l’apertura al pubblico e garantendo solo gli atti indifferibili.

Il sindacato avverte infine che, in assenza di risposte rapide e concrete, verranno coinvolte le autorità competenti in materia di sicurezza sul lavoro.


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