Originario di Chieti, con una solida formazione giuridica e un percorso professionale ventennale nella Pubblica Amministrazione, il dott. Iacobucci rappresenta una figura di alto profilo nel panorama dirigenziale pubblico. Laureato in Giurisprudenza e in Diritto dell’Economia, abilitato alla professione forense e in possesso di un master in Strategie Organizzative e di Innovazione nella Pubblica Amministrazione, ha maturato significative esperienze presso la Camera di Commercio di Chieti Pescara e la Direzione Provinciale INPS di Chieti.
Vincitore del nono corso-concorso per dirigenti dello Stato bandito dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione, nel settembre 2025 ha assunto servizio presso l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, dirigendo inizialmente l’Ufficio III – Ambito territoriale di L’Aquila. Dal 30 dicembre 2025 è alla guida dell’Ufficio IV – Ambito territoriale di Chieti e Pescara, incarico che lo riporta a operare professionalmente nel territorio di origine, con rinnovato senso di responsabilità e una profonda conoscenza del contesto istituzionale e sociale.
Lo ringraziamo per aver accolto con disponibilità il nostro invito e per averci concesso questa intervista, occasione preziosa per approfondire il suo percorso, la visione che guiderà la sua azione e le priorità per l’Ufficio Scolastico Provinciale di Chieti e Pescara.
Dott. Iacobucci, dal 30 dicembre 2025 è alla guida dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Chieti e Pescara. Che significato ha per lei questo incarico?
E’ un incarico che ho ricevuto dal Direttore regionale, che veramente comporta una responsabilità molto concreta, anche in funzione del fatto che l’Ufficio Scolastico, in sostanza, è un vero e proprio presidio operativo sul territorio, un presidio che di fatto incide ogni giorno sulla vita del Personale scolastico, dei bambini e delle famiglie.
Chiaramente si tratta di un incarico che mi impone di relazionarmi, di confrontarmi con una platea molto ampia, sia per quanto riguarda l’utenza interna che esterna: il Personale scolastico, il Personale ministeriale e le famiglie. Di certo rappresenta un vero piacere e un grande onore, considerando comunque che la scuola, sopra ogni altro settore, è il più grande investimento pubblico sul futuro. Investire sulla scuola significa anche dare una garanzia ai ragazzi di oggi per un futuro dentro il nostro gruppo sociale, un futuro più equo e più solido.
Un Ufficio Scolastico che funziona, che dà un supporto adeguato alle scuole, sicuramente può influire in maniera così incisiva anche sul futuro dei giovani e dei ragazzi.
Il suo percorso professionale è molto articolato. Ha maturato prima varie esperienze amministrative, poi quella dirigenziale nell’Ufficio Scolastico de L’Aquila e ora in quello in quello di Chieti e Pescara. In che modo le esperienze precedenti la guideranno in questo nuovo ufficio?
Sì, il fatto di avere già alle spalle oltre un ventennio di esperienza, e per di più svolta e maturata in contesti diversi, quindi su pubbliche amministrazioni diverse, su politiche diverse, sicuramente mi ha dato l’opportunità di conoscere un po’ la macchina amministrativa a tutti i livelli, in tutti i gradi, dalle mansioni un po’ più operative a quelle di alto livello. Sicuramente queste esperienze passate fanno in modo che la mia figura non venga vista come una figura calata dall’alto, ma come una persona che ha già vissuto quello che attualmente fanno i miei collaboratori. Mi auguro di essere una figura il più vicino possibile a loro, dato che fino a pochi mesi fa io ero esattamente dall’altra parte della barricata, al loro posto.
Quali saranno le sue priorità per l’Ufficio di Chieti e Pescara?
Le priorità possono essere ricondotte essenzialmente a due ambiti, uno interno e uno esterno. A livello interno, la priorità principale è quella di riuscire a organizzare l’ufficio nel miglior modo possibile. Si tratta infatti di una struttura che presenta numerose complessità, dovute soprattutto all’ampiezza del bacino di utenza: circa 100 scuole, 90.000 studenti, due province molto estese, che di fatto coprono quasi metà del territorio abruzzese. È evidente quindi che un ufficio chiamato a gestire una realtà di questo tipo debba essere organizzato in modo efficiente e funzionale. Nel mio piccolo cercherò di mettere a punto un metodo di lavoro che consenta a tutti i flussi operativi di procedere correttamente, nel pieno rispetto delle norme sulla trasparenza e, soprattutto, in modo da garantire risultati efficaci in tempi ristretti, cioè tempi utili per un corretto avvio dell’anno scolastico e per tutto ciò che ruota intorno al sistema scolastico nel suo complesso. Per quanto riguarda le priorità esterne, l’obiettivo principale è quello di assicurare un supporto alle scuole a 360 gradi. Colgo anche l’occasione per ringraziare tutta la comunità scolastica: il ruolo dei dirigenti scolastici, dei vicari e del personale amministrativo è estremamente complesso e senza il loro impegno e la loro collaborazione l’ufficio scolastico non potrebbe incidere in maniera efficace. Un’altra priorità fondamentale è la costruzione di un rapporto collaborativo con il territorio, recuperando e rafforzando il dialogo e il confronto con tutte le realtà locali, che in alcune aree potrebbero essere state un po’ trascurate negli ultimi anni. Parliamo infatti di un territorio molto ampio e articolato, che va da Montesilvano a Vasto, includendo anche le aree interne. Tra i primi obiettivi vi è inoltre l’avvio di un ciclo di visite presso le scuole, al fine di conoscere direttamente i dirigenti scolastici, i collaboratori vicari, il personale amministrativo e i DSGA, e di costruire fin da subito il miglior rapporto possibile per iniziare questo nuovo incarico lavorativo.
Essere originario di Chieti che valore assume oggi, per lei, nel ricoprire un incarico così rilevante proprio sul territorio di provenienza?
Al di là di ogni retorica, quando si sente il nome di una persona legata al territorio è facile che emergano dinamiche di campanilismo. Nel mio caso, forse, ha aiutato il fatto di essere nato a Pescara e di aver vissuto per alcuni anni a Francavilla al Mare: questo, in qualche modo, mi consente di rappresentare entrambi i contesti. Ma al di là di questo aspetto, l’elemento più rilevante è sicuramente la conoscenza diretta del territorio.
Ho studiato a Chieti, frequentando il centro e lo Scalo dalla Scuola Primaria alle Scuole Superiori e provengo inoltre da una famiglia in cui tutti erano insegnanti: io sono l’unico a non aver intrapreso questa carriera, ma questo mi ha comunque permesso di crescere molto vicino al mondo della scuola. Conosco anche parte del personale scolastico, almeno quello che è ancora in servizio, e posso dire di aver vissuto sia il territorio sia l’ambiente scolastico in maniera diretta.
Questo rappresenta sicuramente una motivazione in più e un valore aggiunto per l’incarico che mi accingo a svolgere. Ciò non significa, però, adottare atteggiamenti di eccessiva appartenenza o di favoritismo. È chiaro che, quando si opera nel territorio in cui si è cresciuti, si può avvertire il rischio di legami più stringenti; tuttavia, il mio obiettivo è proprio quello di coniugare la conoscenza del contesto con la capacità di garantire la massima trasparenza e correttezza in tutti i procedimenti amministrativi.
Il vantaggio di conoscere il territorio esiste ed è reale, ma non deve mai trasformarsi in una logica campanilistica. Al contrario, deve essere uno strumento per lavorare meglio, nel rispetto delle regole e nell’interesse esclusivo del servizio pubblico.
Che rapporto intende instaurare con il territorio e con le istituzioni locali?
Per quanto riguarda il rapporto con le istituzioni, l’atteggiamento che intendo assumere è quello di una collaborazione concreta ed effettiva. Ritengo infatti che non sia utile moltiplicare i tavoli di confronto solo sul piano formale: meglio averne anche meno, ma renderli realmente operativi ed efficaci.
Con questo intendo dire che il rapporto istituzionale non può limitarsi ai soli incontri formali o alle occasioni ufficiali, ma deve tradursi in una collaborazione sostanziale, fondata su una progettualità condivisa. È necessario che dietro il confronto ci sia un lavoro strutturato, capace di produrre risultati reali.
In questa prospettiva, ho già inviato una nota di saluto a tutte le istituzioni del territorio, manifestando la piena disponibilità alla collaborazione sui progetti che si intendono sviluppare, penso ad esempio alle iniziative di contrasto al bullismo e ad altre problematiche rilevanti per il mondo della scuola.
Ciò che considero fondamentale, però, è che questa collaborazione non si esaurisca in interventi episodici o in iniziative di breve durata. Al contrario, deve inserirsi all’interno di un percorso progettuale che abbia una visione di medio-lungo periodo, capace di produrre effetti concreti anche negli anni successivi. Niente azioni spot o tavoli fine a se stessi, dunque, ma un lavoro più profondo, strutturato e orientato al futuro.
Un messaggio finale alla comunità scolastica della provincia di Chieti e di Pescara?
Desidero rivolgere un sincero e sentito ringraziamento a tutto il personale della scuola. Si tratta di un lavoro complesso, che richiede grande professionalità, disponibilità continua e la capacità di essere presenti e reperibili in tempi rapidi. È un impegno quotidiano spesso silenzioso, ma fondamentale per il funzionamento dell’intero sistema scolastico.
Accanto a questo ringraziamento, voglio lanciare soprattutto un messaggio orientato alla costruzione di una vera rete, nel senso più autentico del termine: una collaborazione strutturata e condivisa, capace di sostenere e implementare tutte le iniziative che il Ministero potrà promuovere in futuro insieme alle scuole.
L’obiettivo finale è chiaro e profondamente nobile: offrire reali opportunità alle nuove generazioni. Costruire una scuola radicata nel territorio, in sinergia con il Ministero – inteso in modo concreto e operativo – per garantire a tutti gli studenti la possibilità di costruire il proprio futuro, secondo le loro aspirazioni, con il nostro supporto tecnico e istituzionale alle spalle.
Credo fermamente in questa missione della scuola: creare opportunità vere, durature, capaci di rispondere alle aspettative e ai desideri dei nostri giovani. È su questo che dobbiamo continuare a lavorare insieme, per costruire nuove prospettive e nuove possibilità per il futuro.
Al dott. Iacobucci rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro, nella certezza che il suo impegno e la sua competenza sapranno tradursi in un’azione amministrativa efficace e condivisa a beneficio della scuola e dell’intera comunità di Chieti e Pescara.
