Un silenzio quasi irreale ha avvolto il “Guido Angelini”. Nessun coro, nessun tamburo, nessuna sciarpa al vento. A fare da cornice alla sfida contro la capolista Ostiamare, solo il rumore dei tacchetti sul prato e le voci dei giocatori in campo. Una partita importante, sentita, ma purtroppo vissuta a porte chiuse dopo la decisione del Prefetto a seguito dei fatti di Recanati. A rendere tutto ancora più surreale, all’ingresso in campo è partito addirittura l’inno della Champions League: un paradosso che ha strappato qualche sorriso amaro tra gli addetti ai lavori presenti.
La gara
L’Ostiamare, capolista e piena di fiducia, non perde tempo. Al 17’ arriva il vantaggio ospite: Spinosa calcia da fuori e trova l’angolino, un gol che mostra la qualità dei laziali.
Il Chieti stringe i denti, prova a reagire, ma al 42’ la capolista raddoppia: Giordani mette in area un tiro-cross velenoso che si infila in rete. 0-2 e neroverdi costretti a inseguire ancora una volta.
Nella ripresa c’è la voglia di rimettere in piedi la partita. La squadra lotta, corre, ci crede. Ma al 35’ del secondo tempo l’episodio che chiude tutto: Caparros stende un avversario in area. Rigore ed espulsione. Dal dischetto Gueje è freddissimo: 0-3.
Sembra finita, ma il Chieti non vuole alzare bandiera bianca.
Facundo Cascio, al 90’, trova il gol dell’1-3. È una piccola luce nel buio, un segnale di orgoglio che non va trascurato.
Il verdetto e ciò che resta
Il responso del campo è chiaro: l’Ostiamare vince 3-1 e conferma di essere una capolista solida, concreta, costruita per restare lassù. Il Chieti invece resta fermo a 12 punti, in una zona di classifica che obbliga a guardarsi alle spalle e a lavorare con urgenza per risalire.
Ma non tutto ciò che arriva da questo pomeriggio è negativo.
Dentro i 90 minuti dell’Angelini a porte chiuse c’è un Chieti che non si arrende, che prova a reagire anche quando la partita sembra già scritta, che lotta fino all’ultimo secondo per trovare un gol che non cambia il risultato, ma dice molto della testa e del cuore di questa squadra.
La differenza tecnica oggi si è vista, inutile nasconderlo: l’Ostiamare corre per vincere il campionato, il Chieti lotta per ritrovarsi.
Eppure qualcosa resta, qualcosa di importante:
una squadra che ha ancora orgoglio, che vuole dimostrare di meritare la maglia che indossa, che non si mette a tavolino aspettando tempi migliori ma cerca di costruirseli in campo.
Se questa è la base da cui ripartire, allora il campionato del Chieti è tutt’altro che finito.
Formazioni:
CHIETI 1922: I. Zanin, F. De Luca, A. Guerriero, G. Donsah, E. Caparros, P. Pinto, A. Oddo, F. Mele, R. De Souza, F. Cascio, T. Grandis
A disposizione: S. Mercorelli, L. Pracek, N. Conti, F. Scipione, J. Alessi, M. Gueye, A. Sulli, N. Di Filippo, D. Vuthaj
All: Del Zotti Francesco
OSTIAMARE: F. Vertua, M. Orfano, D. Piroli, P. Giordani, D. Buono, S. Vianni, I. Badje, D. Lazzeri, N. Felici, D. Greco, M. Spinosa
A disposizione: M. Cuccagna, F. Cinque, M. Marrali, C. Gueye, A. Rasi, M. Vagnoni, E. Tesauro, T. Ceccarelli, P. Pontillo
All: D’Antoni David


