L’ingegnere Luca Cipollone rappresenta un esempio di dedizione, cultura e impegno civico radicato nel territorio di Chieti. Laureato in ingegneria, attualmente Responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’Arcidiocesi Chieti-Vasto, ha sviluppato una carriera caratterizzata non solo dalla competenza tecnica, ma anche da un profondo interesse per la storia, la cultura e la vita sociale della propria città. La sua formazione e la sua curiosità intellettuale lo rendono una figura capace di leggere il presente con occhio critico e, al contempo, di valorizzare le radici storiche e culturali di Chieti.
Nel corso della sua vita associativa, Luca ha ricoperto ruoli di grande responsabilità, tra cui la presidenza del Lions Club Chieti e dell’associazione Noi del G.B. Vico, dimostrando capacità di leadership, sensibilità verso le esigenze della comunità e un’attenzione costante alla crescita dei giovani. La sua conoscenza approfondita della città, dei suoi quartieri, della sua storia e delle sue tradizioni gli permette di promuovere iniziative che uniscono cultura, impegno sociale e valorizzazione del territorio.
Con Luca Cipollone, il concetto di servizio assume una dimensione culturale e civile: non si tratta solo di organizzare progetti, ma di creare legami duraturi tra le persone e la città che abitano, stimolando il senso di appartenenza e l’orgoglio civico. La sua capacità di coniugare competenza, esperienza e sensibilità culturale lo rende un punto di riferimento per chi vuole comprendere e valorizzare Chieti in tutte le sue sfaccettature.
Ingegnere Cipollone, lei ha guidato sia il Lions Club Chieti Host sia l’associazione “Noi del G.B. Vico”. Quali valori comuni ha trovato in queste due realtà così diverse?
Le due realtà sono diverse per impostazione, ma condividono valori profondi. In entrambe ho trovato amicizia, spirito di collaborazione e desiderio di crescita personale.
“Noi del G.B. Vico” si ispira alla tradizione del Liceo Classico e attinge a valori culturali e umanistici; il Lions invece si fonda su un codice etico internazionale basato sul servizio, sulla solidarietà e sull’impegno verso le grandi cause globali come diabete, vista, ambiente, fame e cancro pediatrico.
Ma c’è un punto in comune: sia nel Lions sia nel “G.B. Vico” le persone cercano di donarsi agli altri, perché è attraverso il servizio e la cultura condivisa che si cresce davvero e si vince l’individualismo e l’egoismo. Nel Lions ho trovato molti amici e soprattutto la possibilità di servire e di rendermi utile per gli altri. Oltre a queste due associazioni sono socio anche del WWF, in questo momento guidato molto bene da Luciano di Tizio a livello nazionale.
La città di Chieti ha una storia e una cultura ricche e articolate. In che modo il suo legame con la città ha influenzato il suo impegno associativo?
Chieti è una città che parla attraverso ogni pietra, ogni palazzo, ogni chiesa. Da ragazzo ascoltavo con meraviglia le conferenze sull’epoca romana e sulla storia antica della città organizzate da Arturo De Martiis persona splendida allora anima della sezione di Chieti dell’Archeoclub, e questo ha acceso in me una passione che non si è più spenta.
Il mio impegno nasce proprio da qui: dal desiderio di far conoscere la nostra storia, di valorizzare luoghi straordinari come la Chiesa di San Gaetano – un vero gioiello purtroppo poco conosciuto – e di riportare al centro la memoria delle persone che hanno vissuto questi spazi.
Per me la cultura non è solo estetica: è antropologia, vita vissuta, storie di famiglie, di comunità, di identità. È questo legame profondo con Chieti che mi ha spinto a organizzare convegni, cenacoli culturali e attività che aiutino i cittadini a conoscere e riconoscere le proprie radici.
Guardando ai giovani che vogliono impegnarsi nella vita associativa o civica, quale consiglio pratico darebbe loro?
Direi loro di studiare, prepararsi e bussare alle porte delle associazioni. Che si tratti del Lions, di “Noi del G.B. Vico” o di qualunque altra realtà, troveranno quasi sempre una porta aperta.
Il confronto con gli altri fa crescere: nella vita “1 + 1” non fa due, ma molto di più.
Suggerisco ai giovani di impegnarsi senza paura, di partecipare anche alle piccole iniziative, di aiutare la città anche solo con la presenza. E poi una cosa importante: giudicare l’operato degli altri sempre con atteggiamento benevolo; come si legge nel codice etico dei Lions bisogna essere “cauti nella critica, generosi nella lode, mirando sempre a costruire mai a distruggere”. Quando qualcuno fa qualcosa, anche se non perfetta, occorre riconoscerne il valore e il coraggio.
Come vede l’evoluzione della città negli ultimi anni e quali opportunità offre ai giovani che vogliono contribuire alla vita culturale e sociale?
La città sta cambiando e, nonostante le difficoltà, offre molte possibilità. Abbiamo l’università, che potrebbe essere un grande motore culturale e sta a noi – associazioni e cittadini – creare ponti, proporre progetti e iniziative che coinvolgano docenti e studenti.
L’associazionismo, dal volontariato culturale a quello sociale, offre un terreno fertile per chi vuole mettersi in gioco: oggi più che mai c’è bisogno di idee, energie e partecipazione.
E poi la città è ricca di luoghi che meritano di essere valorizzati: conoscere questi spazi e raccontarli è un modo bellissimo per contribuire alla vita culturale teatina.
Come vede il ruolo dell’Arcidiocesi nello sviluppo turistico della città e nella valorizzazione dei suoi beni storici e artistici?
L’Arcidiocesi sta compiendo uno sforzo importante. Grazie all’impegno personale dell’Arcivescovo e grazie ai fondi dell’ 8×1000 sono state restaurate molte chiese cittadine. Ora si sta lavorando per aprire la Biblioteca Diocesana, che sarà presto fruibile non appena verranno completati alcuni lavori di adeguamento alle norme antincendio.
Più complessa la situazione del Museo Diocesano, dove i fondi sono stati rallentati da emergenze nazionali come i terremoti. Ma resta un patrimonio straordinario, con opere che documentano la storia di Chieti dal Medioevo all’800.
Credo che l’Arcidiocesi possa svolgere un ruolo decisivo, non solo nella crescita spirituale delle persone come sta avvenendo ora, ma anche nello sviluppo del turismo culturale, soprattutto se riuscirà a riaprire, restaurare e rendere visitabili luoghi come il Complesso monumentale del Seminario Arcivescovile e la chiesa di San Gaetano veri gioielli nascosti che possono diventare punti di forza del percorso storico-artistico cittadino.
Ingegnere Cipollone, quali sono i suoi prossimi progetti o impegni futuri, sia a livello associativo sia legati alla città di Chieti?
A livello personale, mi piacerebbe conseguire una seconda laurea, magari in conservazione dei beni culturali o in filosofia, discipline che mi affascinano molto (sono anche socio della Deputazione di Storia Patria abruzzese).
Sul piano associativo, voglio continuare a organizzare iniziative culturali, conferenze e momenti di approfondimento per far conoscere la storia della città.
E poi continuo a impegnarmi nelle attività dei Lions, dagli screening sanitari alle raccolte solidali: sono interventi concreti che migliorano la vita delle persone e che portano benefici immediati alla comunità.
Ringraziamo l’ingegner Luca Cipollone per la disponibilità e per aver condiviso riflessioni preziose sulla storia, la cultura e il futuro della nostra città.
Il suo impegno, fatto di professionalità, passione e servizio alla comunità, rappresenta un esempio concreto di come si possa contribuire a valorizzare Chieti ogni giorno.
A lui va il nostro più sincero augurio di buon lavoro per i progetti presenti e futuri, nella certezza che continuerà a costruire — con sensibilità e competenza — legami e opportunità per tutta la comunità teatina.
