A vincere la 17ª edizione del Premio Valerio Cianfarani è Ugo di Mele.
Il premio, a cadenza annuale, è una istituzione del Rotary Club Chieti, presieduto quest’anno dalla professoressa Marilisa Palazzone.
Valerio Cianfarani, nato a Roma nel 1912, è stato uno dei massimi esponenti dell’archeologia teatina. A lui si devono le prime esplorazioni sistematiche del territorio abruzzese e la fondazione del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti.
Laureato in archeologia a Roma nel 1934, durante la guerra lavora presso la Soprintendenza di Taranto. Si prodiga per il salvataggio degli ori di Taranto e ne cura il trasferimento in una località segreta. Partecipa all’Unione italiana delle antichità e belle arti delle biblioteche e degli archivi, un’organizzazione clandestina per la salvaguardia del patrimonio culturale della Nazione.
Il 16 ottobre 1947 arriva a Chieti con l’incarico di reggente della Soprintendenza delle Antichità degli Abruzzi e Molise, carica che mantiene fino al 1973. Qui riprende le indagini archeologiche sul territorio e inizia una instancabile ricerca delle testimonianze lasciate dalle antiche genti italiche sul territorio abruzzese. Si adopera per istituire un Museo Statale Centrale e così il 14 giugno 1959, alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, viene inaugurato a Villa Frigerj il Museo Archeologico Nazionale. Valerio Cianfarani, scomparso nel 1977, a soli 65 anni, è stato tra i fondatori del Rotary Club di Chieti e Past President. In sua memoria il Club ha istituito il premio “Valerio Cianfarani” al fine di promuovere le ricerche sul territorio abruzzese. Ogni anno viene premiata la miglior tesi che abbia come argomento una tematica di archeologia o antropologia abruzzese, con preferenza per l’area chietina. Il vincitore del premio quest’anno è stato Ugo di Mele che ha scritto una tesi compilativa dal titolo “Archeologia funeraria dell’area frentana settentrionale”. Il vincitore, che ha ricevuto una borsa di studio e un attestato di merito, è stato ospite del Club venerdì 13 giugno presso il Ristorante “La corte dei re” a Chieti dove ha presentato la sua tesi: “Questo studio sui contesti funerari dell’area Frentana settentrionale (oggi Abruzzo Sud orientale) nasce con l’obiettivo di individuare l’evoluzione delle comunità antiche di questo territorio, le loro ideologie e connessioni con altre culture. Attraverso l’analisi dei manufatti rinvenuti in alcune necropoli, unitamente allo studio della loro organizzazione e del loro contesto topografico, è possibile tracciare uno spaccato della comunità antica: da cambiamenti di ordine sociale tra VI e V secolo a.C. (tradotti in cambiamenti nella rappresentazione funeraria) a influenze sannitizzanti dovute a frequenti contatti con la zona campana fino all’ostentazione di una cultura legata al mondo ellenistico proveniente dal sud apulo, anche attraverso forme di eroizzazione “alla greca” di alcuni defunti d’élite”.

