Domenica sera il Teatro Marrucino e tutti gli appassionati della musica classica sono stati incantati dall’esibizione del celebre violinista James Ehnes e del brillante pianista Orion Weiss, in un concerto che è stato definito da un emozionato Giuliano Mazzoccante, Direttore artistico del teatro, “pieno di emozione ed eleganza, veramente speciale”. Ed infatti il celebre duo, estremamente affiatato, ha eseguito la Sonata per violino e pianoforte n. 4 in do minore, BMW 1017 di Johann Sebastian Bach, Seascapes del noto compositore e filantropo ucraino Alexey Shor e la Suite op. 11, Much Ado About Nothing di Erich Wolfgang Korngold, un programma che all’apparenza stupisce per la sua ampiezza, ma che del resto è una conferma del vastissimo repertorio eseguito dai due artisti, tra i più celebri e richiesti sulla scena internazionale.
James Ehnes, di origine canadese, direttore artistico della Seattle Chamber Music Society e vincitore di moltissimi premi e riconoscimenti per le sue numerose incisioni, tra cui 9 Junos, un Grammy e un Gramophone Award, si è distinto, grazie anche al suo splendido strumento, uno Stradivari Marsick del 1715, per un’esecuzione non solo tecnicamente perfetta, ma dotata di una straordinaria carica umana ed emotiva. Il suo intimo coinvolgimento, l’evidente e non comune simbiosi con lo strumento, e la straordinaria capacità di esaltarne tutta la versatilità, ne ha reso un eccellente interprete dei brani, in grado non solo di immergersi completamente nella bellezza del repertorio eseguito, esprimendone anche con il corpo la passione e l’amore, ma anche di porre in luce il vero significato e la profondità delle opere stesse.
L’intensità di una tale esecuzione non ha minimamente adombrato il suo compagno Orion Weiss, definito “pianista brillante” dal New York Times e dal Symphony Magazine come “parte della prossima generazione di grandi artisti della musica classica”, in un connubio estremamente affiatato, nel quale nessuno strumento poteva rivendicare una prevalenza, ma spiccavano entrambi quali solisti, in continuo ed armonioso dialogo reciproco. Il pubblico, meravigliato da un concerto così emozionante, ha ripetutamente omaggiato i due musicisti con un lunghissimo applauso, generosamente ricambiato dall’esecuzione finale di due brani fuori programma, la Sonata n. 2 per violino e pianoforte di Sergej Prokof’ev e la Sonata n. 6 per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven, in un’atmosfera di totale empatia con gli artisti proseguita anche in seguito, nel Foyer del Teatro, dove gli spettatori, tra i quali spiccavano anche ospiti provenienti dall’America, dall’Ucraina e dalla Russia, hanno potuto esprimere loro tutta l’ammirazione e l’entusiasmo per la splendida esibizione.
Per il Teatro Marrucino, dunque, un’ulteriore serata ricca di emozioni, che ha visto la conclusione di una settimana prolifica e ricca di eventi di altissimo spessore, quali la Bohéme e il concerto di Luigi Piovano & Friends, e che avvia alla conclusione una stagione densa ma di grande qualità, per la presenza sia dei giovani musicisti abruzzesi, sia di grandissimi artisti, tra i più rinomati nel panorama internazionale.
