“Un’amministrazione comunale può definirsi all’altezza del compito istituzionale ad essa affidatole dagli elettori laddove produca risultati utili per la collettività, garantendo i migliori servizi utilizzando i mezzi disponibili.
Si dice, dunque, di una buona amministrazione, quando essa sia capace di declinare, con capacità ed efficacia: 1)= il principio della economicità producendo i migliori risultati con il minor dispendio di risorse umane e finanziarie; 2)= il principio della efficacia quando le sue azioni portano al conseguimento dei risultati stabili promessi e garantiti nel patto pre elettorale siglato con i cittadini-elettori; 3)=il principio della precauzione utilizzando criteri e provvedimenti di cautela in materie e settori che appaiono da subito di importanza strategica.
Soltanto il successo nell’impresa di equilibrare tra tali principi garantisce alla compagine di governo di assicurare il “benessere” della polis promesso in campagna elettorale; diversamente, non vi è altro rimedio, per onorare il primigeno patto politico, che quello di chiedere nuova fiducia al popolo elettorale”.
Lo scrive l’Avv. Federico Gallucci, Presidente di “Theate Magnum” e “La Gente d’Abruzzo” che sottolinea: “La premessa di carattere generale vuole introdurre il tema, alla cui analisi non possiamo più sottrarci, della profonda crisi amministrativo – gestionale che si è ormai aperta nella nostra città ad onta di una sistematica disattenzione e manchevolezza nei più disparati ambiti, dalla cura delle scuole a quella delle strade e dei quartieri, alla concreta programmazione futura, alla capacità di drenare risorse della CE mettendo in campo progetti credibili, alla capacità di incidere -significativamente- nella tutela della salute dei cittadini alimentando un dialogo autorevole con i vertici della nostra ASL, alla idonea attenzione verso lo status e le necessità dei fragili, alla creazione di un raccordo tra gli operatori della sicurezza per scongiurare reviviscenze di aneliti di microcriminalità, alla gestione delle importanti società partecipate.
Un plauso, dunque, all’idea, lanciata da alcuni in questi giorni, di ribellarsi fattivamente a tale stato di fatto, idea che noi vogliamo vigorosamente rilanciare, chiedendo si dia vita, senza più indugiare, ad un simposio di uomini e donne di buona volontà, esponenti del mondo politico ma anche e soprattutto del mondo dell’associativismo culturale e di servizio, animati dall’adamantina volontà di rilanciare quella esigenza di buona politica che oggi non è più e di programmare e delineare il futuro della nostra città, con competenza e lungimiranza, senza gelosie e sciocchi antagonismi”.
