Ieri, 19 ottobre, presso il teatro Marrucino di Chieti si è tenuto il secondo evento – spettacolo della rassegna “Teatro sociale e giuridico”, a cura della Associazione “Noi del G.B. Vico”, in collaborazione e col Teatro stesso e con il contributo della Regione Abruzzo. Al centro della riflessione il tema del bullismo, anche nella sua declinazione digitale: il cyberbullismo.
Secondo la formula collaudata, la prima parte è stata dedicata ad uno spettacolo teatrale, dal titolo Boomerang, realizzato dalla Compagnia Tomax Teatro, di e con Alice De Toma, Max Giudici, Michele Manenti e Francesca Veronesi
Lo spettacolo messo in scena ha toccato in maniera diretta e dirompente la quotidianità dei nativi digitali, rappresentando in maniera realistica il drammatico fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.
Lontano anni luce dall’intento di edulcorare una realtà che è spesso cruda, oscena e crudele, esso ha testimoniato, anche grazie ad un linguaggio realistico, volgare e violento, la drammaticità di certe situazioni, colpendo come un vero e proprio schiaffo in faccia il pubblico in sala, giovane e adulto.
Il compito del teatro, sin da quando fu inventato dagli antichi greci, è quello di suscitare riflessioni ed emozioni, per poi affrontare il proprio vissuto e liberarsi dai propri mostri interiori.
Violenza, sfruttamento, ingiustizia, silenzio rappresentano spesso il vissuto dei nostri ragazzi, che a volte non hanno parole adeguate per farsi sentire, né trovano orecchie interessate ad ascoltare.
Grazie alla collaborazione di due figure esperte, la Dottoressa Elisabetta Narciso, Dirigente del Compartimento Polizia postale e delle comunicazioni Abruzzo,
la Dottoressa Chiara Gallo, giudice onorario presso il tribunale per i minorenni di L’Aquila, l’associazione guidata dal Presidente avvocato Monia Scalera, ha inteso affrontare il tema per acquisire maggiore consapevolezza e capire come agire.
La Dottoressa Narciso descrivendo, in modo chiaro e pacato, il tipo di lavoro che il Compartimento da lei diretto compie ogni giorno in rete, ha messo in guardia i ragazzi sulla pericolosità di certe dinamiche e di certi comportamenti, oltre che sulle loro conseguenze legali.
La Dottoressa Gallo, con equilibrio ed empatia, non solo ha esortato i ragazzi a prendere in mano la propria vita, i propri sogni, la propria unicità, per realizzare il loro diritto di germogliare ciascuno nel proprio giardino, senza lasciarsi calpestare come fili d’erba, ma li ha incoraggiati a non restare inerti davanti a qualsiasi tipo di violenza perpetrata ai danni di una persona più debole.
In chiusura, numerosi sono stati gli interventi di ragazzi e adulti, che han voluto esprimere il proprio punto di vista e le proprie osservazioni sulla attività della mattinata. Il prossimo appuntamento della Rassegna sociale e giuridica ci sarà il 23 novembre e tratterà della disabilità e inclusione.
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