Interruzioni idriche in provincia di Chieti, Marcozzi: “Inaccettabili i disagi e le scuole chiuse per mancanza di acqua”

"Soluzioni percorribili esistono, serve collaborazione tra gestori"

“È incredibile che nel 2023 ci siano istituti scolastici costretti a rimanere chiusi per mancanza di acqua, creando problemi evidenti agli alunni e alle famiglie. Questo è quello che succede nella provincia di Chieti, dove i rubinetti di 22 Comuni, sotto la gestione della Sasi, sono rimasti a secco per la rottura di una condotta causata da un assestamento del terreno. Non una novità purtroppo in questa zona dell’Abruzzo in cui le interruzioni idriche sono all’ordine del giorno, e le cui conseguenze vengono pagate indistintamente dai privati cittadini e dalle imprese. Sono problemi che ci trasciniamo da anni, ed è evidente che le società di gestione non possano ostinarsi a voler rimanere da sole. Bisogna collaborare fattivamente, perché non può essere considerata normale, se non inevitabile, l’assenza di acqua corrente”.
Ad affermarlo è il Consigliere regionale di Forza Italia Sara Marcozzi, che prosegue: “Abbiamo lavorato sei mesi con la Commissione d’inchiesta sull’Emergenza Idrica ascoltando i massimi esperti in materia a livello nazionale e internazionale. Abbiamo indicato strade percorribili per creare un sistema idrico veramente resiliente e fondato sulla collaborazione tra società di gestione, nel quale è possibile far arrivare acqua nelle zone più in difficoltà. Ho chiesto personalmente che si superassero le resistenze del passato, pensando finalmente all’Abruzzo come a un territorio unico e non a una somma di campanili. Tutti d’accordo a parole e a verbale, ma nei fatti c’è sempre chi si tira indietro”.
“Ritengo che non sia più rimandabile un intervento chiaro e profondo, che ci porti col tempo a una soluzione definitiva all’emergenza. Proprio in quest’ottica ho proposto l’istituzione di una Commissione Permanente su Sistema Idrico e Cambiamenti Climatici, così da arrivare a una riforma del sistema che guardi al bene di tutti. Non c’è altro tempo da perdere su questo fronte”, conclude Marcozzi.

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