Capitolo 1
Mi presento, mi chiamo Anthony Arnald.
La decisione di lasciare una memoria scritta di quel particolare periodo della mia vita, era nell’aria già da tempo. Poi e come sempre accade, gli impegni e forse anche la pigrizia hanno fatto in modo che lasciassi ad un nuovo domani, l’inizio di questo
racconto. Non nascondo di essere stato un uomo fortunato. Adolescenza serena, genitori benestanti e una carriera piena di soddisfazioni. Eppure mancava qualcosa in tutta questa calma apparente. E ciò che cercavo arrivò in quell’estate degli anni ’70.
Forse inaspettatamente, forse no. Ma arrivò e la mia vita da quel momento prese una piega diversa e più vera. Come leggerete. Ovviamente tutto raccontato nei suoi momenti più salienti, tra le pagine del mio fedele Mister Dream, il mio diario segreto.
Fino a qualche tempo fa, ogni cosa accadesse nelle mie giornate, veniva impressa su quei freddi fogli in pergamena chiara. Ed oggi concedo a voi quei segreti. Anche se in confidenza, ciò fu permesso ad una persona importante e che ebbe il pieno diritto di leggerli in anteprima.
Ricordo di essere stato molto geloso di quel diario. Oggi, forse per la mia età e grazie a chi mi sta accanto, quel sentimento è stato spazzato via. Eppure ogni volta che lo apro, quei brividi li avverto ancora…
Bene, cominciamo. Era una fredda mattina d’inverno, lo ricordo perfettamente. New York era bellissima…
New York…10 Gennaio 1970…
Ore 7
“…Buongiorno Mister Dream,
Ciò che noto oltre questa finestra credo sia una giornata gelida e i vetri ne sono la dimostrazione più evidente. Sembrano lastre di ghiaccio. Ogni persona che scorgo da quassù si porta dietro la sua bella nuvoletta bianca ad ogni respiro…si, credo che lì fuori faccia davvero molto freddo…ho già bevuto il mio primo caffè del giorno…
Ho deciso…entro la prossima primavera, lascio tutto e fuggo. Si, avrei voluto farlo prima di Natale ma non ci sono riuscito…Mister Dream…voglio prendermi una pausa, voglio respirare, ritrovarmi.
Me ne andrò in Canada nella vecchia baita di famiglia a Preson, in montagna. Lasciare questo posto, il traffico, le carte della mia scrivania, la gente falsa….sono sicuro mi farà bene. Il tempo di organizzarmi e vado via. Ti terrò aggiornato, come sempre… tuo AA
N.B. Sappi…non mi aspetto grandi cose, ho solo voglia di staccare ok?…scusami, la cena di ieri sera col Governatore Barnaby è stata una delusione totale…per il cibo, intendo…
A presto Amico mio…”
