I bambini sono portatori naturali di domande filosofiche. Nella scuola primaria di Chieti in Via Lanciano, si tenta di dare loro delle risposte. Il progetto è sperimentale e consente una formazione del pensiero agli allievi dai sei agli undici anni. Nel plesso dell’Istituto Comprensivo 3 di Chieti è utilizzata una specifica aula, la “Bibliotech”, che offre uno spazio adatto ad apprendere, creare e condividere idee. L’ampio locale, definito anche “Atelier creativo”, è stato realizzato con i fondi ministeriali nell’ambito del Piano Nazionale “Scuola digitale” e consente anche l’incontro virtuale tra realtà scolastiche e culturali geograficamente lontane.

È stato ampiamente utilizzato anche per workshop, tirocini formativi e anche come sede di corsi per docenti, consentendo loro di conseguire abilitazioni e più competenze. L’iniziativa appare molto interessante, anche perché recenti studi hanno evidenziato che parlare di filosofia ai bambini, favorisce un dialogo con loro e sviluppa abilità logiche e riflessive. Gli insegnanti, infatti, non hanno come obiettivo principale insegnare la filosofia, ma attraverso i vari autori, sollecitare un approccio interculturale ai piccoli allievi. I bambini saranno stimolati a riflettere iniziando dalla visione del sé e, pian piano, avviando un confronto con gli altri. “Questa pratica nella didattica ha favorito molto anche i bambini con bisogni educativi speciali – spiega Enrica Polidoro, la responsabile del plesso e anche dell’autovalutazione d’Istituto e animatrice digitale, e aggiunge – abbiamo verificato molti progressi, soprattutto nella linguistica e nella logica matematica. Gli allievi hanno potenziato le loro abilità sociali, hanno imparato a rispettarsi reciprocamente e hanno migliorato la capacità di tolleranza e di convivenza.”

Corrado Cassani
