“La legge è uguale per tutti” è un principio che vale nelle aule di Trubunale ma non al Comune di Chieti. Presentata dalla Sovrintendenza una richiesta di deroga contraria sia al Piano regolatore che alle leggi vigenti per la realizzazione di un manufatto stabile per gli impianti sanitari al tempietto del Tricalle. Nulla da dire naturalmente sulla utilità del servizio ma molto da dire sulla legittimità dello stesso”. È quanto afferma Serena Pompilio, capogruppo di Azione politica al Consiglio comunale di Chieti. “La Sovrintendenza – riprende la Pompilio- che rigetta e si oppone a qualsiasi modifica richiesta dal semplice cittadino che, poi, invece chiede al Comune di agire in deroga a quelli che sono leggi e regolamenti. Cittadini sanzionati (giustamente) per qualsiasi violazione a vincoli storici e la Sovrintendenza invece che vuole agire in deroga con una istanza depositata solo 15 giorni fa. Perché? Non si poteva semplicemente prevedere un servizio igienico amovibile in una struttura peraltro utilizzata saltuariamente? Sembra quasi, ma sicuramente non lo è, un semplice scambio di favori istituzionali tra Comune e Sovrintendenza continuando , quindi, con la politica spicciola del baratto che fa nascere una domanda … cui prodest? Dato inequivocabile è che il Consiglio comunale dovrebbe essere l’esempio, e non la deroga, di principi che devono valere per tutti  e non per i soli cittadini”.

 

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