Doveva essere una vicenda chiusa con una semplice ammenda e un’inibizione al presidente, invece il secondo grado della giustizia sportiva ha cambiato radicalmente il destino del Chieti. La Corte Federale d’Appello della FIGC ha infatti inflitto al club neroverde una penalizzazione di 11 punti da scontare nell’attuale stagione sportiva, aggravando sensibilmente la decisione assunta in precedenza dal Tribunale Federale Nazionale.
In primo grado, il TFN aveva adottato una linea decisamente più prudente: 5 mila euro di ammenda alla società e tre mesi di inibizione per il presidente Di Labio, senza però alcuna penalizzazione in classifica. Una decisione che sembrava poter consentire al Chieti di chiudere il campionato senza ulteriori contraccolpi sportivi.
La Procura Federale, tuttavia, ha scelto di impugnare il verdetto, presentando ricorso alla Corte Federale d’Appello. Ed è proprio dal secondo grado che è arrivata la stangata: il reclamo è stato accolto parzialmente e il Chieti si ritrova ora con un pesantissimo -11 che stravolge completamente la classifica finale.
Le conseguenze sono durissime per il club neroverde. A seguito della penalizzazione, infatti, il Chieti scivola al terzultimo posto e retrocede direttamente in Eccellenza, senza nemmeno la possibilità di disputare i playout. Un epilogo amarissimo per la società teatina, che fino a poche ore fa sperava ancora di giocarsi la permanenza in categoria agli spareggi salvezza.
Cambia così anche il quadro dell’ultima parte di stagione, con la sentenza federale che riscrive gli equilibri del campionato e condanna il Chieti a una retrocessione immediata. Una decisione destinata inevitabilmente a far discutere e che apre interrogativi sul futuro del club, chiamato ora a valutare eventuali ulteriori iniziative sul piano della giustizia sportiva.
Nel frattempo, squadra e tifosi devono fare i conti con una realtà sportiva completamente ribaltata dalla sentenza della Corte Federale d’Appello.
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