
E’ saltata la seduta di Consiglio comunale che doveva portare alla discussione ed all’approvazione del regolamento in base al quale procedere all’assegnazione degli immobili comunali alle associazioni.
Non è un problema di poco momento visto che entro il mese di febbraio la ex caserma Pierantoni dovrà essere liberata poiché, com’è noto, diventerà sede della Casa dello studente.
Una decisione che non ho mai condiviso perché non la comprendo. Non ha senso.
Sul colle non c’è alcuna facoltà universitaria, non c’è l’ombra di un dipartimento e nemmeno di un singolo corso di studi. Non per ora almeno.
La sede della nuova Casa dello studente sarà scomoda per tutti visto l’attuale servizio di trasporto pubblico locale ed i tempi di percorrenza necessari per raggiungere le facoltà di Chieti Scalo.
A Chieti una struttura adeguata (nata proprio per questo) già c’è; è un’incompiuta ma c’è e peraltro è situata in una posizione più comoda visto che si trova a due passi dal terminal di Piazza Falcone e Borsellino.
Chiosa finale, la Pierantoni aveva (ed ha ancora) tutte le carte in regola per diventare un invidiabile centro culturale: è un immobile di indubbio valore storico; ha spazi adeguati per ogni genere di attività, sia al chiuso che all’aperto. Un potenziale enorme, molto maggiore, tanto per fare un esempio, del blasonato ex Aurum della vicina Pescara.
Peccato, chi ha amministrato Chieti in passato ha dimostrato di avere una ridottissima visione del futuro…
Passando oltre. Le associazioni da febbraio avranno bisogno di nuove sedi e il rinvio dell’approvazione del regolamento comunale non fa altro che complicare un quadro già sufficientemente ingarbugliato.
Le nuove regole infatti si innestano in un contesto in cui gli immobili disponibili sono scarsi rispetto alla domanda e nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di locali abbandonati da anni, scarsamente manutenuti e privi dei servizi che al giorno d’oggi sono essenziali per chi vuole fare e diffondere cultura.
Immobili che fino a l’altro ieri, in alcuni casi, venivano affidati senza alcuna regola. Si narra addirittura di mazzi di chiavi consegnate a mano dietro semplice domanda verbale (…).
Insomma, una giungla in cui era veramente difficile districarsi.
Le nuove regole saranno quindi chiamate, si spera, a fare chiarezza ed a rendere più trasparenti gli affidamenti ma non è tutto: si corre il rischio che il nuovo regolamento sia perfettamente inutile se prima non verranno individuati gli immobili da destinare alle realtà associative e se non si interviene adeguatamente per rendere questi luoghi degnamente fruibili dalle persone.
Un capitolo niente affatto scontato dunque ed un ottimo banco di prova per testare le reali capacità di questa amministrazione.
Intanto, occhi puntati sul prossimo Consiglio comunale dove il Regolamento dovrebbe approdare per la discussione e l’approvazione.
