Il 13 maggio prossimo, alle ore 9:00, presso l’Auditorium del Rettorato, nel il Campus di Chieti, si terrà il convegno “Vitality Day – One health: Telemedicine and Environement”. L’incontro servirà ad illustrare gli obiettivi e i primi risultati della attività svolte nel progetto “Vitality”, che coinvolge 7 Dipartimenti e 36 docenti dell’Università “d’Annunzio” e venti ricercatori reclutati con i fondi PNRR. L’obiettivo centrale del progetto è studiare una delle malattie più diffuse: il diabete, mediante tecniche diagnostiche e attività di monitoraggio da remoto. Il Progetto PNRR “Vitality – Ecosistema Innovazione, Digitalizzazione e Sostenibilità per l’economia diffusa nel Centro Italia” è un progetto, il cui HUB è coordinato dall’Università dell’Aquila e include tutte le Università abruzzesi, marchigiane e l’Università di Perugia. L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara coordina lo “spoke 4” la cui tematica principale è “One health: Telemedicine and Environement”. Oltre agli affiliati allo “spoke Ud’A”, cioè l’Università di Urbino e l’azienda Synergo, ci sarà la partecipazione di Nicoletta Verì, assessore alla Salute della Regione Abruzzo, di Thomas Schael, direttore Asl di Chieti, di Rossano Di Luzio, Direttore Sanitario ASL di Pescara, e di Silvano Pagliuca, Presidente di Confindustria Abruzzo. Al convegno contribuiranno due ricercatori di fama mondiale, con due lectio magistralis, esperti nelle tematiche dell’impatto dei fattori ambientali sulla salute, il professor Paolo Vineis, dell’Imperial College e Fellow dell’Accademia dei Lincei e la professoressa Anna Teresa Palamara, Direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità.
“Gli inquinanti atmosferici che respiriamo ed il riscaldamento globale – evidenzia il professor Piero Di Carlo, coordinatore dello “spoke UdA” – sono elementi di forte impatto sulla salute umana che possono esacerbare alcune patologie; uno degli obiettivi del progetto è proprio quello di indagare le connessioni tra gli ambienti di vita e lo stato di salute dei pazienti. Altro aspetto peculiare del progetto, prosegue il prof. Piero Di Carlo, risiede nel coinvolgimento da parte dell’Ateneo del tessuto produttivo delle regioni dell’Ecosistema attraverso l’emanazione dei bandi competitivi per le aziende che, con le loro competenze, possono contribuire al raggiungimento dei risultati del progetto. Il lavoro congiunto con le aziende è molto importante perché crea un ponte tra l’Università e il territorio ed apre ulteriori possibilità di lavoro per i nostri laureati”.
‘Il progetto Vitality, sottolinea il Magnifico Rettore della “d’Annunzio”, professor Liborio Stuppia – ha permesso, per la prima volta, di mettere insieme le Università del Centro Italia in un programma condiviso volto alla creazione di un Ecosistema della ricerca in cui lo scambio di competenze e la ricerca congiunta possono rappresentare uno dei volani fondamentali per rafforzare gli atenei nel panorama nazionale ed internazionale. Nello specifico, il progetto della d’Annunzio, che ha fatto tesoro delle esperienze maturate nel periodo della pandemia, ha, tra gli altri, l’obiettivo di monitorare e seguire i pazienti fragili e residenti in zone disagiate attraverso la telemedicina’.
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