I vertici della Panoramica con un comunicato hanno risposto alle affermazioni diffuse dalle organizzazioni sindacali autoferrotranvieri: “La vertenza sindacale tra La Panoramica e le OO. SS. si trascina da oltre un biennio e trae origine dalla nostra necessaria ed ineludibile decisione di disdettare gli accordi aziendali a far data dal 01/11/2020. I suddetti accordi hanno garantito al nostro personale, almeno negli ultimi tre decenni, una gratifica di circa 4.000,00 pro capite Euro annui, caso più unico che raro in ambito regionale. Tale gratifica è stata dalla scrivente mantenuta in vigore per diversi anni nonostante l’inspiegabile decisione regionale di ridurre di oltre il 35% la contribuzione a nostro favore a partire dal 2016. Ciò a dimostrazione che l’azienda era ben disposta a compartecipare con i lavoratori i risultati remunerativi della gestione aziendale. Poiché l’azienda da tempo naviga a vista non può più permettersi i trattamenti passati, pena il default. Venendo alla L. R. 33 del 28/12/21, con cui la Regione Abruzzo ha stanziato un contributo straordinario di Euro 400.000,00 a favore del Comune di Chieti per il servizio del trasporto pubblico locale, teniamo a precisare che con la legge di cui sopra il Legislatore Regionale non intende finanziare gli accordi aziendali, peraltro mai ricompresi nel calcolo del costo standard vigente in materia. È, quindi, evidente il tentativo delle OO. SS. di voler distorcere il significato dell’espressione “utero in affitto”, da noi utilizzata in sede sia sindacale che politica, per indurci ad essere coinvolti in una procedura anomala.Teniamo altresì a precisare che La Panoramica non è in possesso di alcun assegno esigibile a favore dei lavoratori, né tantomeno ricatta gli stessi. L’azienda è stata chiamata dalle istituzioni politiche ad un tavolo sindacale intorno al quale esplica la propria funzione di controparte a pieno titolo e col fine di tutelare i suoi legittimi diritti nel pieno rispetto della legge. Sta di fatto, in conclusione, che per l’ennesima volta le organizzazioni sindacali hanno rifiutato i soldi nel piatto…”
