Primo appuntamento con la rubrica “Tra le righe”: ospite Mina Patrizia Paciello

Mina Patrizia Paciello

Prima ospite della nuova rubrica “Tra le righe” è Mina Patrizia Paciello, scrittrice di Potenza dove vive e lavora come psicologa-psicoterapeuta. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2018 dal titolo “Non ho mai avuto voce”, Streetlib editore.Il secondo romanzo “Rosso rumore” edito dall’Erudita Editore (marchio della Giulio Perrone Editore) è uscito nel settembre del 2021 ricevendo numerose recensioni e il consenso della critica.

In Rosso Rumore, Mina Patrizia Paciello ci racconta la storia di Ada, tabacchina sfruttata, ma mai sconfitta.Una donna “nata al contrario”, ostile alla sottomissione, alle ingiustizie di una società patriarcale e disumana.

Rosso rumore è un romanzo “Verista”, il racconto duro di un ambiente amaro e disumano narrato con un linguaggio essenziale senza artifici.   Ma Ada la protagonista, non è la “Nedda” della più famosa novella verista. Come la raccoglitrice di olive vive nella più straziante miseria, ma non soccombe non si arrende, Ada resiste, si oppone. Ha i capelli rossi come Rosso Malpelo, ma nel suo caso è il segno distintivo della sua ostinazione a resistere, della sua ferma volontà di far sentire la sua voce contraria ad un mondo che la vuole schiava nel tabacchificio e sottomessa nel matrimonio.

Un ritratto spietato della condizione di donna. Non donna ma FEMMINA.

Fimminefimminecasciatuallutabaccu
Ne sciati dhoi e ne turnati quattru

Partite in due e tornate in quatto cantavano le tabacchine. Quattro perché spezzate dalla fatica, quattro perché violentate dal padrone: funzionali ad arricchirlo con il loro lavoro e funzionali per il suo piacere. Femmine non donne, femmine come qualsiasi bestia, come qualsiasi animale, senza diritti, senza voce, senza anima, senza possibilità di redenzione, solo carne. Carne segnata dalla fatica.  Carne violata dai mariti e dal padrone. Carne raschiata dalle mani delle mammane.

Il racconto di un tempo che appartiene alla Storia, ma non alla geografia, in altre latitudini e longitudini la donna continua ad essere trattata come FEMMINA.  Un racconto che ci mette di fronte ai troppi fatti di cronaca in cui la donna continua ad essere carne da pugnalare, smembrare, bruciare, sfregiare.

Il corpo della donna non ha mai smesso di essere il campo di battaglia sul quale affermare potere e supremazia.

Un testo che obbliga alla riflessione sulla violenza di genere, tema purtroppo e fin troppo attuale.

Il romanzo non viaggia verso il lieto fine. Ada non cambierà il suo mondo, ma cambierà il suo modo di intenderlo.  Ada resisterà grazie alla sua consapevolezza, al suo talento di saper raccontare la vita. Tornerà al mondo e alla vita grazie alla bellezza di un libro, parole lette finalmente con rispetto, indirizzate finalmente ad una donna. Parole   che la risarciranno da tutte quelle altre dure e amare ricevute, che ricuciranno la sue ferite e la sua anima.

Tra le righe di un libro ci sono pensieri, desideri, visioni, utopie, c’è un mondo che pulsa, abbiamo chiesto a Mina di raccontarci il suo mondo e la sua scrittura

Per iniziare parlaci un po’ di te…

Vivo a Potenza, sono sposata ed ho due figlie ormai grandi. Lavoro come psicologa – psicoterapeuta per cui sono immersa nella vita delle persone ogni giorno. Le parole e le storie mi hanno sempre affascinato e sono convinta che dire o scrivere possa essere un modo per arrivare a conoscere se stessi o almeno questa è una delle funzioni che la scrittura ha per me. Scrivo da sempre e infatti ho da poco recuperato da un vecchio baule di famiglia il giornalino della scuola elementare con un racconto dedicato alla mia città. Avevo forse nove o dieci anni e se torno indietro con la memoria mi rivedo con un libro in mano. I libri mi hanno fatto compagnia, sono figlia unica e l’assenza di fratelli e sorelle ho provato a colmarla cercando fra i personaggi dei libri che leggevo.

Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Rosso Rumore”?

Il romanzo Rosso rumore è nato quasi per caso… dopo il primo “Non ho mai avuto voce” edito da Streetlib, un romanzo la cui storia aveva un’urgenza di essere raccontata, ho sentito il desiderio di esplorare fra vicende di vita poco conosciute della nostra Italia e, facendo ricerche in rete mi sono imbattuta nella storia delle tabacchine che mi ha immediatamente catturata. La storia della lotta di queste donne lavoratrici in un periodo difficile (durante la seconda guerra mondiale in pieno fascismo) mi ha come donna riempito di orgoglio e ne ho apprezzato il coraggio. Era una storia a me sconosciuta e forse non solo a me considerato che ho trovato pochissime informazioni e materiale ma ritenevo necessario riconoscerne il merito.

Solo per incuriosire e senza svelare, raccontaci cosa troverà il lettore TRA LE RIGHE di Rosso rumore

Tra le righe di Rosso rumore si potranno trovare le condizioni delle lavoratrici che nei tabacchifici lavoravano in condizioni difficili, di sfruttamento e di poca considerazione tanto che erano chiamate pecore dai superiori. Ma ciò che mi ha affascinato è stato riconoscere la forza delle donne che, anche in assenza di una coscienza di classe, hanno sentito di dover fare qualcosa per proteggere il loro lavoro, fonte di sostentamento per tutta la famiglia. E in un periodo durante il quale era vietato riunirsi in piazza a protestare hanno deciso di fare uno sciopero per chiedere migliori condizioni lavorative. Il romanzo però affronta anche temi scottanti quali l’aborto, il femminicidio e il delitto d’onore cancellato in Italia solo nel 1981.

Quanto conta la conoscenza della vita vera quando si racconta? quanto invece l’immaginazione?

Credo che per scrivere sia necessario avere un bel bagaglio di curiosità, di esperienze e di empatia che però andranno condite con una buona fetta di immaginazione e creatività senza le quali sarebbe impossibile riuscire a tratteggiare le psicologie dei nostri personaggi.

Se dovessi scegliere una sola parola per descrivere il tuo libro quale sarebbe?

La parola che scelgo per il mio romanzo è contenuta nel titolo “rumore” perché sono convinta che bisogna sempre far rumore soprattutto quando si prova ad ottenere qualcosa.

Per finire una curiosità quali sono i tuoi autori di riferimento e che libro c’è oggi sul tuo comodino?

Sono cresciuta leggendo le donne della letteratura Elsa Morante, Dacia Maraini, Oriana Fallaci, Sibilla Aleramo, Goliarda Sapienza solo per indicarne alcune ma sono affascinata dalle scritture di Paul Auster e di John Fante. Sul mio comodino in questo momento ci sono vari libri che aspettano di essere esplorati ma nelle mie notti di questo agosto torrido c’è,per rimanere in tema, “Le indomabili” 33 donne che hanno stupito il mondo di Daniela Musini.

La mia lettura TRA LE RIGHE:

 “Tramonta il sole sulle speranze di ognuno di noi, ma forse non completamente vero. Tramonta il sole solo sul volto di chi si sottomette”

Buona lettura

Annalisa Giuliani

Previous Story

Bonus trasporti: TUA presente come SUAT sulla piattaforma digitale del Ministero del Lavoro

Next Story

Vertenza sindacale, la Panoramica risponde alle affermazioni delle organizzazioni sindacali

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

[mc4wp_form id="176"]

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.