Fissata per fine febbraio la data delle elezioni per eleggere il nuovo rettore della d’Annunzio, con il decreto firmato dalla docente Giuseppina Lavecchia decano dell’ateneo. C’è attesa per una svolta che possa rilanciare la d’Annunzio: una necessità resa evidente non solo da cifre impietose che riguardano gli iscritti, scesi da oltre trentamila e meno di ventimila, ma anche le tante situazioni negative, segnate più volte anche da risvolti penali, vissute in questi anni che hanno pesato non poco sul buon nome della nostra università, per non parlare delle ombre sempre più fitte che riguardano il futuro di Scienze Motorie. che al momento vede solo due candidature annunciate da tempo, quella del docente di genetica medica Liborio Stuppia e quello di urbanistica Paolo Fusero, ma si ipotizza anche una terza possibile candidatura che possa assicurare quella svolta che molti all’interno dell’Ateneo ritengono necessaria per dare nuove prospettive alla d’Annunzio. Le candidature dovranno essere presentate entro il 23 gennaio. Sul nome di questo eventuale terzo candidato c’è ovvio e scontato riserbo, ma sono in tanti a lavorare perché la persona indicata sciolga ogni comprensibile riserva e scenda in campo, nell’interesse dell’intero ateneo. Si tratterebbe del professore Francesco Cipollone, direttore del dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento, che gode di ampissima stima non solo all’interno dell’Ateneo,che viene considerato fuori da ogni schieramento e potenzialmente in grado di garantire un futuro diverso e di crescita della d’Annunzio. Certo è che la partita che si svolgerà per sostituire il Rettore Sergio Caputi determinerà il futuro della università, segnata da episodi certamente non positivi, come l’ultino che arriva dal’Ateneo Teramano che ha deciso di aprire a Lanciano un nuovo Corso di diritto all’Ambiente e dell’energia, con la Regione che, nel dare il via libera all’iniziativa, ha ignorato, come hanno dichiarato il sindaco di Chieti Ferrara e quello di Pescara Masci, l’esistenza del corso della d’Annunzio “Segi, Scienze dei Servizi Giuridiici”, attivo da più di vent’anni. Appare evidente quindi la necessità di promuove quella svolta che può dare alla d’Annunzio quanto serve per affrontare presente e futuro nel rispetto dei diritti, ma anche della storia dell’ateneo.
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