L’ennesima serranda che si abbassa nella città di Chieti. Stavolta è toccato al Gran Caffè Arniense, attività storica da 60 anni, portata avanti dal sig. Valerio Toto e la sua famiglia da più di 20 anni.
Già da qualche tempo il capoluogo teatino è segnato da una crisi economica ed identitaria che ne sta impoverendo il tessuto urbano, ma alla base di questa triste decisione, si aggiungono gli avvenimenti sfavorevoli che stanno attanagliando molte attività commerciali in tutta Italia, come lo stop dovuto al contrasto della pandemia, e non ultimi, gli effetti della guerra in Ucraina, che, come ci spiega il titolare, induce i cittadini a dar priorità a beni di prima necessità, rinunciando al piacere di un buon caffè.
La si vive in un primo momento come una sconfitta, ma forse ad un certo punto, pur di sopravvivere, bisogna arrendersi di fronte alle tenaglie economiche, che non fanno differenze tra piccoli e grandi imprenditori, tra chi ha investito la propria vita e chi solo il denaro.
Perciò si depongono le armi prima che i costi oramai sempre più stringenti facciano sì che la situazione possa aggravarsi irrimediabilmente.
Con un magone in gola ci dice che ne escono bastonati, ma a testa alta, e che il più grande guadagno incassato sono state le lacrime dei clienti di fronte all’addio.
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