“Presentato un progetto per ampliare il deposito nell’area adiacente al TMB della Deco, ora acquisita dalla romana Acea, il tutto senza alcuna informazione alla collettività”. Lo dice il Wwf che ha chiesto di partecipare alla fase istruttoria, a tutela dell’ambiente e dei cittadini. “Importanti novità in vista nel settore rifiuti a Chieti e in Abruzzo conseguenti all’acquisizione, da parte di l’Acea, la grande società multiservizi che gestisce diversi impianti in Italia, delle quote di maggioranza di Deco, azienda specializzata proprio nel settore rifiuti, gestore della discarica di Chieti e di un grande impianto di trattamento meccanico biologico (TMB), notizia diffusa dall’agenzia ANSA il 20 settembre scorso – si legge in una nota del Wwf. È intanto nella fase istruttoria la richiesta avanzata dall’azienda per l’ampliamento dell’impianto attraverso la creazione di un grande piazzale per il deposito delle cosiddette ecoballe, il combustibile solido secondario (CSS) derivato dalla lavorazione di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, destinate a cementifici e inceneritori. Questo piazzale (secondo i dati ARTA per un perimetro di ca. 550 mq sufficienti a contenere materiali per circa 8.500 metri cubi, pari più o meno a 4.900 tonnellate) dovrebbe essere realizzato in una zona attualmente prevista dal piano regolatore generale del Comune di Chieti a uso agricolo. Da sottolineare che nel frattempo con decreto del 30 settembre, firmato dal ministro Cingolani, vengono assurdamente previsti finanziamenti per l’ammodernamento o la realizzazione di impianti destinati al trattamento dei rifiuti, mentre si dovrebbe puntare soltanto sulla loro riduzione. Quello che in ogni caso appare inaccettabile è che l’intera operazione si svolga nel più assoluto silenzio: l’unica informazione nota è quella del passaggio di quote, mentre sul richiesto ampliamento non è stata fornita alcuna notizia. Eppure stiamo parlando di un terreno con pendenze che l’ARTA definisce “non trascurabili”, nei pressi del quale passa il tubo principale dell’acquedotto del Giardino che rifornisce di acqua potabile la città di Chieti e già attraversato dal tratturo magno. Pubblicità e cautele appaiono d’obbligo. Il WWF Chieti-Pescara ha per questo formalizzato la richiesta di partecipare alla conferenza dei servizi che dovrà essere indetta, per evidenziare ogni possibile criticità ambientale e per portare in quella sede la voce della collettività. “I cittadini – dichiara Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti-Pescara – dovrebbero sapere qual è la percentuale di differenziata oggi raggiunta da Chieti, dove va a finire il materiale raccolto, quanta parte residuale è destinata al trattamento meccanico biologico e/o alla discarica ma soprattutto dovrebbero sapere quanti rifiuti indifferenziati arrivano all’impianto teatino da altre città e quali sono queste città. D’accordo che in emergenza scattano necessariamente azioni di solidarietà ma nessuna emergenza può essere eterna”.
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