“
Al di là dei sondaggi Chieti aspetta ancora che si rimetta la famiglia al centro della politica, garantendo servizi effettivi/reali, altrimenti sarebbe più onesto parlare di una città senza futuro” Inizia così la nota di Laura Melchiorre – responsabile femminile UDC Chieti – a commento del sondaggio realizzato da G.D.C. e pubblicato sul sito della presidenza del Consiglio dei Ministri sul “Livello di gradimento dell’amministrazione comunale di Chieti”, che sottolinea: “Ogni giorno le famiglie teatine aspettano soluzioni su temi fondamentali quali asili nido comunali, scuolabus, mense.
Perché diciamo la verità in una città come Chieti, capoluogo di Provincia, non può mancare un servizio scuolabus, una mensa efficiente, asili nidi comunali.
Sono trascorsi due anni dall’insediamento della nuova amministrazione e ci sono ancora questioni irrisolte, ritardi importanti, posizioni in antitesi a quanto sostenuto in campagna elettorale.
L’ inefficienza delle mense risente del lungo contenzioso tra la società uscente e quella vincitrice che ha prodotto effetti negativi solo ed esclusivamente sui nuclei familiari, pregiudicandone l’organizzazione e la serenità. Per non parlare del grave episodio avvenuto dopo la riapertura del 3 Ottobre, che si auspica sia oggetto di accertamento da parte dell’Ente circa le eventuali responsabilità.
Il servizio scuolabus, tutt’oggi assente, avrebbe contribuito a sollevare le famiglie dall’incombenza di portare personalmente i figli a scuola, oltre a garantire meno traffico cittadino ed inquinamento ambientale.
Ma il problema più grave rimane l’assenza degli asili nido comunali.
Ci si aspettava l’apertura di quattro asili nido comunali ed in verità dopo due anni si è assistito solo all’esternalizzazione, tanto criticata in passato, nonché all’apertura di un solo asilo nido a gestione diretta.
Si tratta di obiettivi che l’attuale amministrazione si era posta durante la campagna elettorale, si parlava di realizzarli entro i primi cento giorni, dopo due anni ci sono coppie giovani che si vedono costrette a cercare servizi migliori in altre città, limitrofe, cambiando addirittura residenza.
Forse è arrivato il momento – conclude la responsabilità femminile UDC – di dare soluzioni concrete e ricollocare la famiglia al centro della politica.
