Secondo appuntamento per l’ottava edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale, “Premio Marrucino” 2024, organizzata dalla Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino di Chieti in collaborazione con il comitato regionale della F.I.T.A (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduta da Antonio Potere.
Venerdì 24 gennaio è andata in scena “L’Usuraio – U Vusurare”, una commedia in due atti scritta e diretta da Germano Benincaso ed interpretata dalla compagnia teatrale “Amici dell’arte” di Lucera (Fg). La trama, come accennato dal programma di sala, parte dall’idea “di proporre, nel ventunesimo secolo, una commedia che ha per protagonista un usuraio e che potrebbe sembrare, a prima vista, fuori luogo e fuori dai tempi, ma la cronaca ci racconta ogni giorno di persone che sono vittime di questo fenomeno ancora attualissimo che sfocia, spesso, nel dramma. La vicenda che si racconta in questa commedia ha per protagonista l’usuraio Camillo e la moglie Bettina in perenne conflittualità con i rispettivi sorella e cognato.”
Questa è la prima volta che il Premio Marrucino si trova ad ospitare una compagnia di fuori regione, alla quale ne seguiranno presto altre tre. Un evento unico che dimostra quanto il Teatro sia universale, tanto da andare oltre la barriera linguistica dialettale. Sì, perchè Gli “Amici dell’arte”, pluripremiati e riconosciuti in tutta Italia per la propria bravura ed eccellenza, hanno recitato nel loro dialetto. Un’operazione rischiosa che sarebbe sicuramente piaciuta alla Maestra Carmela Caiani, purtroppo scomparsa di recente, una delle colonne portanti della cultura teatina che nel corso degli anni ha speso molte delle sue energie nel tentativo di valorizzare il teatro amatoriale e non solo, commemorata dall’ing. Giustino Angeloni all’inizio della serata. È a lei ed all’impegno profuso, infatti, che si è deciso di intitolare il premio alla regia della rassegna corrente.
La pièce rappresentata, come al solito, si sviluppa intorno alle fragilità umane, volutamente ingigantite per suscitare non soltanto il riso ma soprattutto una maggiore immedesimazione da parte degli spettatori. Una commedia che ricalca i grandi modelli del passato quali “L’Aulularia” di Plauto con il motivo del contenitore pieno di monete, “L’Avaro” di Molière nel personaggio di Camillo l’usuraio, i lavori farseschi di Eduardo Scarpetta ed altri. I personaggi, in più, riescono nell’impresa di scardinare il concetto di maschera che li incatena metaforicamente al palcoscenico mostrandosi nella loro completa umanità.
Menzione d’onore per l’interpretazione di Arturo Monaco nel ruolo di Vincenzo l’inventore e per l’ottimo allestimento scenografico di Alessandro Boragine.
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