Teateservizi, Di Biase: “Ha 4 milioni di debito, come fa il sindaco Ferrara dire che la vendita è appetibile?”

La capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Chieti, Carla Di Biase, interviene con un comunicato stampa su Teateservizi. “La Teateservizi ha un debito di 4.000.000 di euro. Come fa il Sindaco a dire che la vendita è appetibile e che ci sono diversi privati che hanno avanzato una manifestazione di interesse? La società che acquisterà il 49% delle quote dovrà ripianare quasi il 50% del debito al subentro per una cifra di 2.000.000 di euro. Bene, quando sarà approvato il nuovo bilancio, l’aggio di TS passerà al 3,8%. In capo alla TS rimarranno soli due servizi :la riscossione di TARI e IMU che, conti alla mano di attestano sui 20.000.000 di incassi. Con l’aggiornamento al 3,8 % parliamo di circa 780.000 euro la cui metà che resterà alla ditta privata socia sarà pari al 380.000 euro….a tale cifra bisogna togliere circa 200000 euro e più di costi (personale) e spese di gestione….quindi il guadagno netto della ditta che deve acquistare è di 100000 euro anni. Mi chiedo a questo punto quale ditta fa un investimento tale sapendo che ci metterà 20 anni a recuperare l’investimento? Come fa il Sindaco ad affermare con tanta sicurezza che in molti sono interessati?! A meno che c’è già un accordo per mettere in liquidazione l’azienda. E il Sindaco e la giunta stanno solo buttando fumo negli occhi dei lavoratori e dei cittadini. Perché a quel punto l’azienda privata avrebbe tutto l’interesse al subentro, ma le sorti della TS non sono quelle che ci hanno descritto. Lo stesso dirigente ad interim del settore finanziario, Dott.ssa Falcone,ci ha spiegato che tale operazione ha bisogno di due mesi di tempo per vedere la luce…come pensa il Sindaco di aggirare l’udienza dei creditori fissato per 13 settembre?! Dati che avvalorano i nostri dubbi…a ciò si aggiunga il sogno della vendita di Via delle robinie…abbiamo già visto come il piano di riequilibrio fondato sulla dismissione degli immobili non è stato credibile e si è accortacciato su se stesso…come pensa l’amministrazione di dismettere in tempi rapidi un immobile di tali dimensioni?!? tutto ciò dimostra, a non voler pensare male, che ci troviamo di fronte ad un pressapochismo, ad una inadeguatezza, ad una incapacità amministrativa tale da non poter più governate processi così complessi…non si può più navigare a vista senza avere una visione di insieme, senza sapere quale è la meta del viaggio, senza avere la cognizione dell’equipaggio…qualcuno come schettino vorrebbe abbandonare la nave rimanendo a guardare dalle scialuppe di salvataggio…qualcun’altro rimane ancorato al timone sperando nel miracolo…ma il naufragio è già avvenuto….e la città, triste spettatrice, è affondata con tutti i cittadini che ne pagheranno le spese.
Le tre ipotesi che vanno a configurarsi sono: 1. Estremo tentativo dell’amministrazione, che si fa il segno della croce , vede cosa succede in maniera avventuristica
2. Il sindaco e amministrazione sanno già con chi concludere affare (senza mettere a conoscenza consiglio, lavoratori, direttore). Tale acquisto può farlo solo una società che ha un surplus di avanzi creditori in altro ramo di azienda. Si tratta quindi di un’operazione rischiosa. Sorge spontanea la domanda sul tipo di azienda che può dover ammortizzare ?!?
3. Il sindaco e amministrazione sanno già quale sarà la sorte della partecipata: la liquidazione della società. Solo a quel punto l’interesse privato avrebbe un senso”.

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