“A Chieti la scuola è solo per i ricchi. Il diritto allo studio che dovrebbe essere costituzionalmente garantito in città non viene tutelato con un aumento delle tariffe per il Servizio mensa oltremisura. Non esistono più pasti esenti per chi non ha reddito ed aumenti da capogiro per chi pagava 5,02 € a pasto che passa a 6,90. Aumenti per tutte le categorie di circa 2 € a pasto. Non converrebbe portarli al ristorante visti i menù offerti dal settore della ristorazione in città? 7€ per un baby pasto? Questa è la NON soluzione approntata dall’assessore Giammarino e dal sindaco Ferrara. Non saranno più consentiti i pasti da casa e quindi le famiglie che faranno? Trasmigreranno in altri comuni oppure scendono in campo le nonne teatine a cucinare per i nipoti a casa? Con questa modalità e’ altamente compromesso il diritto allo studio di alunni dell’infanzia e della primaria che saranno costretti a mangiare a casa o a richiedere mutui per poter pranzare a scuola. Pranzi solo per nababbi. Queste sono le soluzioni Last minute frutto dell’incapacità e della poca sensibilità verso le necessità delle famiglie in difficoltà”. Questo il comunicato della consigliera comunale di Chieti Serena Pompilio.
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