Un viaggio tra storia, spiritualità e tradizioni millenarie. È quello proposto dal convegno “Reti di relazioni tra spiritualità e transumanza”, ospitato sabato 27 settembre nell’Abbazia di San Clemente a Casauria, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
L’evento, curato da Roberta Iezzi (Musa), ha acceso i riflettori su uno dei luoghi simbolo dell’Abruzzo: un monumento nazionale amato da Gabriele d’Annunzio, scrigno di arte e fede che sorge in posizione strategica tra montagna e pianura, lungo antichi tratturi e vie di pellegrinaggio.
A delineare il profilo storico e spirituale dell’abbazia è stata Angela Rossi, presidente di ArteMind, che ha ricordato il ruolo politico e religioso rivestito nei secoli, in particolare nel culto di San Michele Arcangelo. Fondato nell’871 dall’imperatore Ludovico II e arricchito dall’abate Leonate, il complesso si colloca lungo la via Claudio-Valeria e i percorsi che conducevano a Monte Sant’Angelo, crocevia di pastori, pellegrini e mercanti.
Lucio Taraborrelli, della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, ha richiamato l’attenzione sull’attuale Cammino della Pace, nato proprio sui tracciati della transumanza e del pellegrinaggio penitenziale e devozionale, mentre Alessandro Di Loreto, coordinatore dell’Associazione Il Tratturo Magno, ha ripercorso l’evoluzione economica e culturale delle vie pastorali dall’età preistorica a oggi, sottolineando l’importanza di rigenerare questo patrimonio.
A dare voce alle memorie popolari sono state le letture premiate al Tratturo Magno, interpretate da Tiziana Gioia, che hanno intrecciato poesia e racconto, mentre i figuranti dell’Associazione Teate Nostra, in abiti storici, hanno restituito suggestioni medievali con una testimonianza visiva intensa e coinvolgente.
La giornata ha così confermato l’Abbazia di San Clemente non solo come luogo di culto, ma come spazio di incontro e contaminazione culturale: un presidio che nei secoli ha offerto ospitalità e protezione, proiettando lo sguardo verso l’Oriente e custodendo l’identità di un territorio. L’immagine di San Michele Arcangelo scolpita sul portale d’ingresso sintetizza ancora oggi questa duplice vocazione: difesa e passaggio, lotta e redenzione.
Un convegno che non si è limitato alla memoria, ma ha rilanciato la sfida di far vivere e conoscere un patrimonio troppo spesso dimenticato, capace invece di raccontare l’Abruzzo nella sua essenza più profonda.

