Sono risultate inesorabili le registrazioni della lezione svolta durante il lockdown dal Professor M.P., cinquantanovenne romano, docente dell’università Gabriele d’Annunzio. Durante il collegamento con gli studenti, sembra che l’insegnante, infastidito dalle difficoltà di connessione e di uso del computer, abbia imprecato e bestemmiato. Alcuni allievi riferiscono anche frasi offensive rivolte proprio a loro. Tale comportamento ha sollevato un polverone tra gli studenti, che hanno riferito i fatti ai vertici dell’ateneo. Il Consiglio di amministrazione della d’Annunzio ha così deciso di sospenderlo per cinque mesi senza stipendio. Perché, secondo il collegio di disciplina, avrebbe violato il codice deontologico interno e leso l’immagine dell’università. Il professore avrebbe tentato di giustificare il suo comportamento evidenziando le difficoltà affrontate durante quella lezione, con il desiderio di aiutare a meglio comprendere l’argomento trattato. Non sono bastate le argomentazioni del docente a evitare la sanzione. Pare che la questione non si chiuda qui, perché la questione finirà sul tavolo del giudice del lavoro che dovrà accogliere o meno il ricorso.
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