Silvia Di Donato vince la dodicesima rassegna dell’editoria abruzzese

Con Paradigmi della complessità la professoressa teatina guadagna il grado più alto del podio

Con la raccolta di poesie Paradigmi della complessità, pubblicato da Di Felice Edizioni, la poetessa Silvia Elena Di Donato ha vinto la dodicesima rassegna dell’editoria abruzzese per la sezione Poesia. Un riconoscimento importante per la casa editrice di Martinsicuro fondata da Valeria Di Felice e da sempre contraddistinta da una particolare attenzione proprio per la poesia e per la ricerca e la selezione di voci poetiche originali e di qualità nel panorama italiano ed europeo. Silvia Elena Di Donato è di Manoppello ed è docente di italiano, latino e greco al liceo classico ‘G.B Vico’ di Chieti; Paradigmi della complessità è la sua seconda silloge poetica, che ha già guadagnato diversi podi, tra cui il Premio ‘Holden’ a Viareggio e il Premio ‘Il meleto di Gozzano’ ad Agliè. E oggi arriva il Primo Premio ‘forte e gentile’ targato Abruzzo. Al momento della premiazione la Di Donato ha dichiarato: “Ringrazio la Giuria per questo riconoscimento che mi è particolarmente caro, perché viene dalla mia terra d’Abruzzo, ringrazio Valeria Di Felice e la Di Felice Edizioni per aver creduto in questi versi; dedico il premio a due categorie di persone: la prima categoria è quella dei poeti che non hanno la fortuna di scrivere in libertà e in democrazia e che, sottoposti a regimi dittatoriali e sanguinari, fanno della parola poetica un inno di resistenza, pagando spesso in prima persona pene asperrime, come ad esempio Ashraf Fayad, condannato prima a morte e poi a pena commutata in 800 frustate per il suo libro di poesie; la seconda categoria di persona a cui dedico questo premio è quella degli insegnanti e delle insegnanti che ogni giorno a scuola con i ragazzi e le ragazze attraverso le parole producono pensiero e costruiscono bellezza”. Paradigmi della complessità ci presenta componimenti intensi, in cui si incrociano profonda riflessione filosofica e vissuto interiore, componimenti capaci di illuminarci e di spogliarci di ogni sovrastruttura tra domande esistenziali, che spesso non abbiamo neanche il coraggio di porci, e la speranza di un avvenire migliore, se si aprono gli occhi, se si ha il coraggio di vedere oltre.

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