Franco Zappacosta
Con la cessione del 15% di quote sociali che restavano di sua proprietà, Ettore Serra esce in via definitiva dal Chieti FC 1922. L’imprenditore torinese, 55 anni compiuti a giugno, è rimasto ai vertici della società neroverde per due stagioni (2022-23 e 2023-24). Club acquisito, in tempi diversi, da Giulio Trevisan e Antonio Mergiotti. L’esperienza di Serra è nata nel segno dei buoni propositi e delle intriganti promesse. Le cose sono andate diversamente, il salto di categoria non c’è stato, la conclusione del biennio è stata piuttosto turbolenta però va riconosciuto che il Chieti in questi due campionati è rimasto sempre nella parte sinistra della classifica, lontano da pericoli. Risultati non brillanti ma nemmeno cestinabili
“Sono arrivato a Chieti avendo in mente un progetto ambizioso, quello di riportare la squadra tra i professionisti, non ce l’abbiamo fatta ma sono stati due campionati che definirei buoni, sempre a distanza dalla zona retrocessioe. Posso essere soddisfatto di quanto fatto”.
La fine dell’esperienza però è stata piuttosto turbolenta, tra la contestazione dei tifosi.
“A me preme sottolineare che abbiamo lasciato un indebitamento modesto, a livelli ordinari, e la società è stata ceduta a una controparte, la Wip Finance, che aveva dato ampie garanzie. Quindi non ho lasciato macerie”.
Quali errori ritiene di aver commesso? Cose che non rifarebbe?
“Sicuramente ho sbagliato nel dicembre del 2023 quando ho ascoltato i cosiddetti leader dello spogliatoio ed esonerai Chianese affidando la squadra a Iezzo. Inoltre i tifosi hanno sempre criticato le nostre scelte tecniche ma noto che chi è venuto dopo ha speso tre volte tanto e vediamo con quali risultati. Evidentemente su molte cose Sartiano aveva ragione”.
