L’essere attaccati alle poltrone è più forte di un senso di responsabilità che comporterebbe le dimissioni. Sarebbe necessario un bagno di umiltà da parte di chi non è stato in grado di apportare quel “cambiamento” tanto atteso cui tutti (me in primis) avevano creduto. Il dott. Ferrrara doveva essere un grande capitano atto a riportare in porto la nave in burrasca, un novello Vespucci. La nave è affondata inesorabilmente ed è una triste consolazione che oggi non si senta Schettino anche perché, rimanendo al timone, saremo costretti a pagare stipendi ad amministratori, parenti e sodali. Due anni fa, esattamente il 22 aprile 2021, ho avuto il coraggio di assumere una posizione più che critica nei confronti del piano di riequilibrio pluriennale e sono stata l’unica a votare contro quella delibera in consiglio comunale innanzi ad una maggioranza che, nella migliore delle ipotesi, ignorava tecnicamente quello che stava per fare. Oggi la Corte dei Conti non ha fatto altro che decretare la correttezza delle mie posizioni. Ognuno si assuma le sue responsabilità di fronte alla città e si abbia il coraggio di lasciare ad altri, più capaci e rispettosi dei ruoli e delle professionalità, il governo di una città allo sbando.
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