“Primo giorno di scuola: libri a pagamento, niente mensa e indecenza pubblica”. È l’accusa all’amministrazione comunale della consigliera Serena pompilio che continua: “All’apertura delle scuole il Comune non garantisce nemmeno la pulizia delle aree ed i bambini delle scuole Nolli- De Lollis si ritrovano ad accoglierli sacchi di immondizia. Tre mesi non sono bastati all’ente per riorganizzare l’inizio dell’anno scolastico in serenità. L’assessore Zappalorto cosa sta facendo? Ho letto il 7 settembre assessore e Sindaco che hanno dato pubblico annuncio di incontri nei vari quartieri della città su igiene e decoro urbano forse dimenticando che non stanno in campagna elettorale bensì amministrando una città. Gli incontri di analisi di solito si fanno in campagna elettorale mentre chi amministra già dovrebbe essere pronto ad assolvere le promesse fatte ed avere il programma del da farsi che evidentemente in città non esiste. Programmaticita’ significa avere ben chiaro il quadro della situazione e ben sapere che all’inizio dell’anno scolastico le scuole e le aree adiacenti vanno pulite e disinfestate. Addirittura innanzi alle Nolli- De Lollis nemmeno si ritira l’immondizia lasciandola allo sguardo sgomento dei ragazzi e delle famiglie. “Ci preme stabilire elle priorità” queste sono le parole riportate dall’assessore Zappalorto. Ma dopo tre anni non ancora sanno quali sono le priorità in città? Non calendarizzano le attività ordinarie come l’apertura delle scuole e le annesse pulizie? “La lotta al degrado è La Nostra priorità” questo è l’ultimo assunto sostenuto pochi giorni fa salvo poi ritrovarsi immondizia innanzi alle scuole. Forse si stanno portando avanti per la campagna elettorale in regione utilizzando gli stessi slogan della campagna comunale a Chieti di 3 anni fa dove il “decoro urbano” era tra i primi punti programmatici del “patto del cambiamento” sottoscritto dal Sindaco. Invece di fare slogan disattesi ed incontri elettorali – conclude la Pompilio -procedessero con le attività di ordinaria amministrazione perlomeno nelle zone frequentate da anziani e bambini con una programmazione seria e prodotta da uno studio concreto e fattivo che solo il lavoro può produrre”.
