Riqualificare gli edifici pubblici del centro storico di Chieti per accogliere gli studenti. La d’Annunzio punta all’internazionalizzazione

Contro il calo demografico, che ormai da anni colpisce Chieti, arriva il piano della D’Annunzio che punta all’ internazionalizzazione dell’Ateneo. Già siglati accordi di collaborazione con numerose Università europee e ci si aspetta che presto in città arrivino studenti da tutto il mondo.  Serviranno nuovi alloggi e dovranno essere potenziati i servizi.  Il piano strategico, messo a punto per il prossimo triennio, tiene conto delle nuove necessità della popolazione studentesca: prevede di riadeguare non solo il Villaggio mediterraneo, ma anche gli edifici pubblici del centro storico della città, per accogliere gli studenti stranieri e offrire anche un nuovo impulso economico a tutta la zona. Il progetto molti ambiti e nei prossimi anni guiderà il lavoro e le innovazioni alle strutture, alla didattica e alla ricerca.

Un’opportunità da non perdere – ha sottolineato il Rettore Liborio Stuppia – che oggi ha presentato la proposta: <<E’ un programma ambizioso che mira a trasformare la storica “città camomilla” in una cittadella  universitaria europea.>> – ha detto nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione anche di Tonio Di Battista,  prorettore della sede di Pescara; Patrizia Ballerini, presidente del Nucleo di valutazione di Ateneo; Gianluca Iezzi, delegato alle attività del presidio di qualità;  Paolo Esposito, Direttore generale.  Sono 64 milioni di euro i fondi già disponibili per il riadeguamento delle infrastrutture, ma si cercheranno anche altri finanziatori.  I dati Istat preannunciano, per i prossimi anni, una riduzione della popolazione del 12,5 per cento e un incremento del 30,4 per cento di residenti ultraottantenni. Solo l’arrivo degli oltre 15 mila universitari fuori sede, potrebbe cambiare la sorte dell’antica Teate. Ma il progetto, oltre al riequilibrio demografico, risulta molto importante soprattutto per la valorizzazione della ricerca scientifica. Prevista, infatti, la realizzazione di nuovi laboratori che forniranno spazi e risorse anche al CAST e all’ITAB,  due centri d’eccellenza della D’Annunzio, riconosciuti al livello internazionale.

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