La nuova riforma della disabilità entra nel vivo anche in Abruzzo. Dal 1° marzo è partita nella provincia di Chieti la fase di sperimentazione prevista dal decreto legislativo 62/2024, segnando un cambiamento profondo nel sistema di riconoscimento e sostegno alle persone con disabilità.
A tracciare un primo bilancio, in una nota stampa congiunta, sono Giuseppe Visco (INCA CGIL), Giuseppe Angelucci (INAS CISL), Fabio Colangelo (ITAL UIL) e Stefania Rossetti (ACLI), a nome dei patronati del CePa – il Centro Patronati unitario che riunisce INCA CGIL, INAS CISL, ITAL UIL e ACLI – che esprimono una valutazione complessivamente positiva della riforma, sottolineando l’introduzione di strumenti innovativi e più attenti alla centralità della persona, pur evidenziando le criticità emerse già nelle prime settimane di applicazione.
Il provvedimento rappresenta un vero cambio di paradigma: al centro viene posto il “progetto di vita individuale”, uno strumento personalizzato e partecipato che supera la sola valutazione clinica. L’obiettivo è costruire percorsi su misura, capaci di favorire inclusione e autodeterminazione, valorizzando desideri e aspettative delle persone con disabilità. Una direzione giudicata “condivisibile e attesa da tempo”.
Tuttavia, l’avvio della sperimentazione ha evidenziato problemi organizzativi rilevanti. In particolare, i patronati segnalano il ritardo nella comunicazione ufficiale ai medici di medicina generale, arrivata solo dopo l’entrata in vigore delle nuove procedure. Questo ha creato disagi concreti: molti cittadini non hanno potuto ottenere in tempo il certificato medico introduttivo necessario per presentare domanda di invalidità civile attraverso il nuovo sistema.
“Inaccettabile che tali disservizi ricadano sui cittadini”, sottolineano dal CePa.
In questo contesto, la rete territoriale dei patronati ha svolto un ruolo fondamentale. Nella provincia di Chieti sono attive 44 sedi e 10 medici convenzionati, che hanno garantito continuità nell’assistenza anche nelle fasi più critiche. Ogni anno, i patronati del CePa seguono oltre 50mila pratiche tra prestazioni previdenziali, sociali e assistenziali, operando come intermediari tra cittadini e istituzioni, dall’INPS all’INAIL fino alla pubblica amministrazione.
Un patrimonio di competenze e presenza capillare che, anche in questa occasione, si è rivelato decisivo per supportare famiglie e utenti nell’orientamento tra le nuove procedure.
Guardando al futuro, i patronati annunciano un monitoraggio costante sull’applicazione della riforma, con particolare attenzione alla concreta attuazione dei progetti di vita individuali. La sfida sarà trasformare le nuove norme in sostegni reali, tempestivi e personalizzati, evitando ulteriori appesantimenti burocratici.
Resta confermata la disponibilità dei patronati ad assistere gratuitamente i cittadini, non solo per le pratiche legate alla disabilità, ma per l’intero ambito previdenziale e assistenziale, offrendo consulenza, supporto medico-legale e assistenza legale.
