Riaprono i termini per l’accesso al Fondo indennizzo risparmiatori (FIR), lo strumento di ristoro destinato ai cittadini coinvolti nei collassi bancari emersi in diverse aree d’Italia a partire dal 2015. La misura riguarda una platea circoscritta di circa 10.748 risparmiatori che, in precedenza, erano stati esclusi dagli indennizzi a causa di errori formali o procedurali nella presentazione delle domande.
L’annuncio è stato dato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e interessa esclusivamente gli aventi diritto le cui richieste erano state respinte per irregolarità non sostanziali, spesso dovute a errori commessi da intermediari o soggetti terzi nella compilazione delle pratiche.
Secondo quanto riportato, la riapertura consente ora di ripresentare la domanda per accedere agli indennizzi previsti dal fondo istituito con la legge di bilancio del 2018 e dotato inizialmente di 1,575 miliardi di euro.
La platea coinvolta è distribuita in diverse aree del Paese colpite dalle crisi bancarie, tra cui il Nordest — in particolare Veneto e provincia di Udine — l’Aretino, il Ferrarese e l’Anconetano, territori segnati dalle vicende che hanno interessato diversi istituti di credito locali.
Tra questi rientrano anche gli ex risparmiatori di CariChieti, uno dei casi più rilevanti tra quelli coinvolti nelle crisi bancarie italiane: per loro si riapre ora la possibilità di accedere agli indennizzi del FIR.
Accanto a CariChieti, rientrano nella misura anche i casi di Banca Etruria, CariFerrara e Banca Marche.
La riapertura dei termini rappresenta così una nuova opportunità per circa undicimila risparmiatori rimasti esclusi per motivi esclusivamente procedurali, riaprendo una fase di regolarizzazione delle domande nell’ambito del Fondo indennizzo risparmiatori.
