Con il caro prezzi, più di un abruzzese su due ha cambiato le sue abitudini alimentari. Lo dice il rapporto che la Coldiretti ha stilato con il Censis, per meglio comprendere come la crisi abbia modificato i consumi delle famiglie: Il 47% di esse fa guerra agli aumenti evitando di comprare il superfluo e riducendo anche la quantità degli alimenti necessari. I carrelli stracolmi al supermercato sono solo un ricordo. Neppure le offerte richiamano come un tempo. Secondo il rilevamento, il 37% degli abruzzesi preferisce risparmiare sulla qualità: di questi, il 45% ha un basso reddito, mentre il 22% ha un reddito elevato. Con il caro energia sono cambiate anche le abitudini ai fornelli: bandite le ricette che richiedono laboriose e lunghe cotture. Il 54% degli intervistati ha diminuito o eliminato l’utilizzo del forno elettrico. La dispensa è più vuota in tutte le case. Addio agli alcolici per il 44% degli italiani, dei dolci si è ridotta drasticamente la quantità. Ma il segno meno è anche per pesce e carne. Il report mette in risalto anche quelle che vengono chiamate “strategie di sopravvivenza”. Si butta meno, il 52% delle persone si porta in ufficio il pranzo, il 41% dichiara di coltivare frutta, verdura, erbe aromatiche sul balcone, negli orti urbani o in piccoli appezzamenti di proprietà. Nei ristoranti, ben il 49% dei clienti è pronto a chiedere di portarsi via gli avanzi, con una percentuale che nei giovani sale addirittura al 58%. Pratica considerata economica e sostenibile.
