“L’Amministrazione comunale sarà ben lieta di rispondere anche a quest’ultima interrogazione del consigliere comunale Costa, utilizzando, però, anche i verbali del Consiglio comunale e di Commissione che si riferiscono al periodo sia lui che De Lio sostenevano la Giunta del momento e nessun dubbio sulla gestione si era mai appalesato fra le loro preoccupazioni, nemmeno quando l’opposizione di allora chiese perché il Comune non riscuotesse i canoni che oggi sono loro tanto cari, da gettano ombre sull’operato di chi, una volta al governo della città, ha agito perché leggi e regole fossero rispettate, in ogni campo”, così l’assessore alle Politiche della Casa Enrico Raimondi e la consigliera al patrimonio Silvia Di Pasquale.
“Noi oggi siamo in grado, invece, di riferire in Consiglio comunale qual è la situazione reale degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale, oltreché lo stato dei pagamenti dei conduttori degli altri immobili comunali – rimarca l’assessore Raimondi – Il Consiglio sarà edotto, ad esempio, che l’Ente sta recuperando, non essendo ciò accaduto per anni, oggi con ogni probabilità, ci troveremo di fronte anche a canoni non più esigibili perché prescritti e in tal caso dovremo giocoforza avviare tutte le procedure interne affinché se ne individuino le responsabilità e l’Ente sia ristorato per l’inerzia degli uffici. Chiaramente, l’interrogazione di Costa determinerà anche la necessità di avviare procedure di sfratto per morosità, che avremmo evitato attraverso un piano concordato di pagamento con gli assegnatari che è intenzione di portare avanti da parte di questa Amministrazione, proprio per rimettere ordine in un settore dove ha regnato di tutto e dove chi governava non ha fatto nulla, per inciso è questa Amministrazione ad aver trovato oltre 3 milioni di euro per fare manutenzioni straordinarie di gran parte degli alloggi comunali. Nonostante un simile passato e il loro silenzio rispetto all’aggravarsi della situazione, ci chiediamo cosa abbia mosso quest’azione di denuncia da parte dei due consiglieri. Certo è che l’iniziativa ci impone, per la trasparenza e la correttezza amministrativa che applichiamo dal primo giorno, di procedere verso la risoluzione dei contratti con i conduttori inadempienti, ci auguriamo solo che tale conseguenza non venga strumentalizzata o usata per fini che non vogliamo nemmeno immaginare e che oggi non hanno comunque più ragion d’essere”.
“Decine di migliaia di euro non riscossi e nemmeno mai reclamati e oggi si prova a gettare ombre sull’operato di un’Amministrazione che mette a frutto il suo patrimonio e dialoga con i cittadini debitori, cercando di evitare le conseguenze peggiori dei mancati pagamenti? – conclude la consigliera Silvia Di Pasquale con Delega al Patrimonio – Dicesse piuttosto Costa perché tutto quello che reclama non lo ha fatto quando sosteneva la precedente maggioranza. Non gli sarebbe stato difficile, bastava chiedere come abbiamo fatto noi che in due anni abbiamo cominciato a recuperare 75.000 di canoni di un locale aperto nel cuore della Villa comunale, nonché 20.000 euro di affitti di un appartamento in piano centro, 16.000 euro da un vivaio, provvedendo anche allo sfratto di morosi che non hanno trovato concordato. Fondi mai reclamati nel corso degli ultimi 10 anni, quando entrambi, Costa e De Lio, avrebbero potuto prodigarsi perché la città potesse contare di quelle somme e gli evasori non peggiorare la propria posizione rispetto a Comune e Fisco. Cosa c’era di diverso allora? Il metodo? Bene, il metodo è cambiato, perché l’inerzia durata anni non poteva più andare avanti. Con la Ragioneria stiamo attivando un’unità di progetto che si occuperà di sviscerare una per una, tutte le situazioni che abbiamo trovato, un’azione indispensabile, anche per avere cognizione sia delle somme non incassate, sia delle persone che le dovevano, perché fino al 2018 il recupero delle spettanze era affidato a Teateservizi che non era stata in grado né di recuperare il dovuto, né tantomeno di individuare i debitori dell’Ente. Cosa che chi ha governato dal 2018 al 2020, fino a quando l’Amministrazione è cambiata, ha continuato bellamente a non fare. Dobbiamo farci una colpa perché per salvare il Comune dal dissesto e recuperare somme dovute, lo stiamo facendo? Ce ne faremo una ragione, almeno potremo dirci liberi da un’inerzia e da responsabilità che alla classe politica non dovrebbero mai appartenere”.
