Terzo appuntamento per la settima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale, “Premio Marrucino” 2024, organizzata dalla Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino di Chieti in collaborazione con la sezione regionale della F.I.T.A (Federazione Italiana Teatro Amatori) presieduta da Antonio Potere.
Venerdì 16 febbraio è andata in scena “Pure lu Paradise è d’accorde”, una commedia in due atti scritta e diretta dall’attore e regista Paolo Crisante ed interpretata dalla compagnia “I giovani amici del teatro” di Pescara. La pièce, vede come protagonista un ragazzo di nome Barnaba che per volere del Paradiso, si ritrova suo malgrado a diventare un medium e costretto tragicomicamente a porsi come mediatore tra il mondo dei vivi e quello dei defunti. Guidato dall’angelo Serafine, interpretato in modo magistrale dall’attrice Anna Bartoli, cercherà di risolvere le questioni lasciate in sospeso dalle anime che man mano gli si palesano.
Ecco che Paolo Crisante porta sulle assi dello storico teatro teatino un’opera piacevole, divertente e a tratti commovente. Si parte da un escamotage in apparenza semplice ma che trascina la vicenda in un campo complesso come quello familiare e non solo. Si riflette molto con “Pure lu Paradise è d’accorde”, una commedia che definirei sentimentale perché arriva dritta al cuore toccandone le corde più delicate.
Ora, lascio la parola al suo regista.
“Dottor Crisante, come nasce la vostra compagnia teatrale?”
“Dunque, noi ci siamo costituiti grazie alla nostra ex regista Maria Antonietta che purtroppo è venuta a mancare qualche anno fa. Lei l’ha ideata e noi l’abbiamo praticamente ereditata. Il suo nome, “I giovani amici del teatro”, è dato dal fatto che eravamo quasi tutti giovani quando abbiamo iniziato. Pensa che io con i miei 26 anni, all’epoca, ero il più vecchio. Nella formazione attuale, l’unico vero giovane amico del teatro è Mattia Belfiore.”
“Perché, per prendere parte al “Premio Marrucino”, avete scelto proprio Pure lu Paradise è d’accorde?”
“Allora, ci tengo a precisare che il nostro intero repertorio è opera di Maria Antonietta e anche mia. All’attivo contiamo una ventina di produzioni. Il bello di scrivere commedie consiste nel poter cucire i vari personaggi sugli attori a tua disposizione. Con questa piéce ci siamo un po’ messi alla prova perché grazie alla risata e alla simpatia abbiamo cercato di trattare una tematica a noi molto cara e abbastanza seria, per cui ci siamo impegnati un pochino, in qualche frangente, a realizzare qualcosa di più drammatico.”
“Com’è stato dirigere lo spettacolo?”
“Bellissimo, dato che fare il regista, esperienza per me non nuova, ti permette di plasmare la compagnia e come autore, nel mio caso, di veicolare messaggi. Nonostante mi sia ritagliato qualche piccola parte nelle altre commedie, credo fermamente che chi recita non può occuparsi in contemporanea della regia perché se sei impegnato sul palco non riesci a gestire appieno la situazione.”
“Esiste un’ispirazione nei suoi lavori teatrali?”
“Certo. Ammetto che nei personaggi che creo per la scena c’è tanto di mia mamma e tanto dei modi di dire antichi assorbiti dai miei nonni.”
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