Rischia di finire davvero in Tribunale la vicenda del progetto Chieti Open Heritage dopo l’iniziativa  dell’euro progettista Imma Scognamiglio che ha annunciato di voler procedere contro il Comune di Chieti e contro il vice sindaco Paolo De Cesare che, dal canto suo, replica. “La notizia della mancata partecipazione del progetto del Comune di Chieti Open Heritage al bando indetto dall’Uia, segretariato distaccato della Commissione Europea, arriva direttamente dal funzionario che ha seguito il bando, il dottor Raffaele Barbato e non è l’unico”, precisa il vicesindaco Paolo De Cesare, che a gennaio ha annunciato l’intenzione del Comune di tutelare l’immagine dell’Ente a fronte
dell’attesa partecipazione della città all’avviso europeo. “La conferma è arrivata non da una personalità residuale – rimarca De Cesare – ma dal coordinatore del progetto, che alla mia richiesta di informazioni sulla vicenda dei mancati finanziamenti, mi ha spiegato in una mail che Chieti non ha mai partecipato, che dopo la registrazione il progetto non è stato caricato in piattaforma, che non esiste alcuna stella di eccellenza, contrariamente a quanto dichiarato dalla progettista incaricata dalla precedente amministrazione, perché il progetto non è stato nemmeno mai nemmeno oggetto di valutazione. Non verba volant, ma conferme che restano, perché arrivate anche tramite mail il 3 dicembre 2020, da Nasko Vangelov, responsabile del progetto per l’UIA, perché dopo la registrazione non è stato caricato alcun foglio di conferma in piattaforma, come chiesto dal bando. Questi sono i fatti, acclarati peraltro dall’assoluta mancanza degli annunciati 6 milioni di euro di cui la città avrebbe potuto godere per veder rinascere i suoi palazzi, nonché dalla mancanza della stella d’onore che la progettista asseriva che la città si era aggiudicata, salvo essere smentita anche su questo dagli stessi organismi europei, che hanno annunciato l’intenzione di voler procedere anch’essi a tutela dei propri interessi lesi. Un’azione, quella dell’organismo europeo, per “falsificazione di documenti del Segretariato e chiaro intento di frode”, si legge nella comunicazione inviata all’Amministrazione comunale, con riferimento alla lettera allegata alla relazione di progetto che lei ha prodotto a dicembre, su carta intestata dell’UE e a firma del direttore Tim Caulfield che annunciava un ripescaggio, che i fondi sarebbero arrivati e con tanto di certificato d’eccellenza per Chieti. Cosa falsa e anche impossibile, perché il progetto non è mai stato vagliato, né il bando prevedeva extra budget, come il Segretariato ha ben chiarito e nessuno da Bruxelles ha mai scritto una lettera simile. Non basta. In questi giorni ho ricevuto un messaggio dal sindaco di Pomigliano d’Arco che mi chiedeva di poterci sentire perché aveva letto della vicenda della tentata truffa al Comune di Chieti e la notizia lo aveva molto colpito perché sta vivendo una situazione straordinariamente simile alla nostra ai danni della Fondazione che amministra, non solo identica, ma per giunta con gli stessi attori! Ci meraviglia la tardiva reazione della progettista, che dopo oltre 4 mesi oggi sotterra l’ascia di guerra e annuncia fuoco e fiamme, ma non spiega ancora e con convincente chiarezza, perché non ha presentato quel progetto, facendo perdere alla nostra città un’occasione così importante”.

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