Progetto di Appalti Engineering per la realizzazione e gestione di un impianto di recupero di rifiuti in Via  Ponte delle Fascine a Chieti, il WWF: «Il Comune di Chieti si opponga per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini»

Alluvione 2013 - foto archivio WWF

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO il comunicato stampa del WWF Chieti-Pescara

Ha avuto una strana conclusione la Conferenza di servizi indetta dalla Regione Abruzzo per  esaminare la richiesta della ditta Appalti Engineering s.r.l. per la concessione dell’autorizzazione alla  realizzazione e gestione di un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi (fresato stradale) in Via  Ponte delle Fascine, nel Comune di Chieti. Una questione che è andata avanti da tempo con la  costante opposizione del WWF Chieti-Pescara. Il Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche della  Regione il 14 gennaio scorso ha concluso la Conferenza concedendo l’autorizzazione con la formula  della “prevalenza dei pareri favorevoli”, ignorando di fatto il chiaro “no” del Comune di Chieti e il  parere negativo della Asl. Al di là dell’assurdità di questa scelta (Comune e Asl tutelano la salute dei  cittadini che prevale, persino a livello costituzionale, sulla libertà di impresa) l’autorizzazione  regionale presenta evidenti e svariate criticità, a cominciare dal fatto che l’area interessata dal  progetto è in zona a rischio alluvionale e quindi soggetta a vincoli del PSDA (Piano Stralcio Difesa  Alluvioni), ma ciò nonostante non è stato acquisito il parere dell’Autorità di Bacino. Né tantomeno il  progetto è stato sottoposto alla obbligatoria Valutazione di Impatto Ambientale.  

Le criticità insomma sono tante. «L’amministrazione municipale di Chieti – sollecita Luciano  Schiazza a nome del WWF Chieti-Pescara – intervenga a tutela dell’ambiente e della salute dei  cittadini. Ricordo che il WWF è contrario al progetto perché l’area dell’impianto ricade in zona  alluvionale; perché l’intera vallata è in zona di risanamento nel Piano Regionale per la Tutela della  Qualità dell’Aria (IT1301 Zona di risanamento metropolitana Pescara-Chieti); perché a poca  distanza è presente un centro commerciale molto frequentato e ancora più vicino sorge l’ex vivaio  forestale che la Regione sta lodevolmente recuperando (delibera di Giunta del 31.03.2023) attraverso  accordi con il Reparto Biodiversità Carabinieri Forestale di Pescara, accordi che prevedono tra  l’altro la creazione di un Bosco urbano/arboreto didattico in cui svolgere attività con le scolaresche».  

«L’impianto – continua Schiazza – genererebbe disagi per varie ragioni: emissione di rumore ad alto  volume dovuto alla movimentazione continua di grossi mezzi da cantiere e soprattutto dall’uso dei  mulini per la frantumazione di conglomerati bituminosi (sono previste almeno due fasi, a volte tre, di  macinazione del materiale lapideo in miscele di bitumi); l’emissione di forti esalazioni odorigene e  di sostanze potenzialmente pericolose per la salute umana dovute al riscaldamento delle miscele  costituite da bitumi vergini, specifici additivi “rigeneranti” e il bitume ossidato proveniente dalla  fresatura di superfici stradali da ricostituire (il bitume da rigenerare, sottoposto per anni al traffico  veicolare, potrebbe contenere idrocarburi e altre sostanze nocive disperse dagli automezzi); la  liberazione di elevate quantità di polveri. Appare inoltre inadeguato e fuorviante calcolare le  potenziali interferenze ambientali, come è stato fatto, in un’area circolare di alcune centinaia di metri  intorno all’impianto senza tener conto dei venti: l’incendio di qualche mese fa in una fabbrica della zona industriale ha dimostrato nei fatti come le ricadute possano potenzialmente arrivare a chilometri  di distanza coinvolgendo ampie aree densamente popolate e con numerose strutture sensibili». 

Il Comune di Chieti aveva del resto emesso e confermato un “parere urbanistico-territoriale ambientale contrario alla proposta” e aveva denunciato in più occasioni gli impatti negativi che  l’impianto potrebbe avere sulla salute delle persone e la qualità della vita. Continuare ad agire  concretamente in difesa dei cittadini, anche con un eventuale ricorso al TAR, è la scelta migliore che  oggi si possa fare. 

WWF Chieti-Pescara



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