Pompilio: “Marciapiedi in abbandono, a Chieti l’incuria mette in difficoltà i cittadini più fragili”

Pubblichiamo di seguito il comunicato della consigliera comunale di Chieti Serena Pompilio.

A Chieti, lungo via Amiterno, in particolare all’altezza del civico 136, si consuma un esempio concreto di disattenzione amministrativa e degrado urbano che colpisce in modo particolare i cittadini più fragili. La situazione riguarda un tratto di marciapiede non manutenuto da tempo, dove vegetazione incolta e avvallamenti pericolosi rendono difficile, se non impossibile, il transito pedonale.

Una cittadinanza ostaggio dell’abbandono

La signora Michelina D’Eliseo, residente nella via, è stata recentemente vittima di un incidente che la costringe oggi a muoversi con l’ausilio delle stampelle. L’uscita e il rientro dalla propria abitazione rappresentano per lei una vera e propria impresa quotidiana, resa complessa dalla folta vegetazione mai sfalciata e dalla pericolosità del marciapiede. A seguito di ripetute segnalazioni, lo stesso sindaco si è recato in loco, rassicurando verbalmente i residenti su un intervento imminente. Tuttavia, a oggi nessun riscontro concreto è stato fornito e lo stato dei luoghi è rimasto immutato.
La vicenda assume contorni ancor più gravi se si considera il caso della signora Concetta Miccoli, che abita nello stesso stabile. Costretta a deambulare con un girello, non può fisicamente uscire di casa a causa delle condizioni del marciapiede: una vera e propria barriera architettonica, imposta non da limiti strutturali, ma da inerzia e disinteresse amministrativo.

Tra promesse e immobilismo

L’amministrazione, ancora una volta, dimostra attenzione alla retorica degli slogan, ma scarso impegno nella risoluzione dei problemi concreti che toccano la quotidianità dei cittadini. La manutenzione dei marciapiedi, pur essendo una competenza primaria del Comune, viene spesso trascurata con leggerezza, sottovalutando il suo impatto diretto sulla qualità della vita, in particolare per anziani, disabili e persone a mobilità ridotta.

Un diritto alla mobilità negato

Il diritto a una mobilità sicura, inclusiva e accessibile è sancito da numerosi riferimenti normativi, ma continua a essere disatteso. Quando la mancanza di sfalcio e di manutenzione ordinaria si trasforma in un ostacolo insormontabile per cittadini vulnerabili, non si tratta più soltanto di degrado urbano, ma di una grave omissione sociale e civile.
È auspicabile che le rassicurazioni pubbliche si traducano in azioni immediate e tangibili, restituendo dignità e accessibilità a chi, ogni giorno, è costretto a confrontarsi non solo con le proprie fragilità, ma anche con l’indifferenza delle istituzioni.

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