Pompilio: “Maggioranza smarrita, il Sindaco e la Realpolitik a convenienza”

Pubblichiamo di seguito il comunicato di Serena Pompilio, capogruppo di Azione Politica al Consiglio comunale di Chieti.

Il consiglio comunale, con i suoi 32 consiglieri, ha delle regole chiare: la maggioranza si misura con almeno 17 voti a sostegno, oltre al voto del sindaco. Una soglia minima per garantire stabilità e legittimità alle decisioni amministrative. Eppure, nell’ultima seduta, qualcosa è andato storto. I provvedimenti sono stati approvati senza raggiungere quei numeri, svelando un’amara verità: la maggioranza che sostiene il sindaco, di fatto, non esiste più.
Invece di trarre le logiche conseguenze – dimissioni, un passo indietro o almeno un confronto pubblico sulla tenuta politica – il primo cittadino preferisce aggrapparsi alla sua personale interpretazione della realpolitik. Quella stessa realpolitik che ormai fa solo propaganda su Facebook che un giorno condanna come strumento di manovre ciniche e il giorno dopo utilizza per giustificare il proprio immobilismo. Una strategia che sa tanto di opportunismo e poco di responsabilità. Questa situazione getta un’ombra pesante sull’amministrazione cittadina. Se i provvedimenti non rispecchiano più una maggioranza teorica, sostenuta almeno formalmente dal voto del sindaco, con che autorità politica si pretende di governare? Si tratta di una deriva pericolosa, dove la governabilità si trasforma in un esercizio di sopravvivenza, a scapito della trasparenza e dell’interesse collettivo.
E mentre il sindaco si rifugia dietro dichiarazioni di facciata, la città assiste, impotente, all’ennesima dimostrazione di una politica incapace di guardare oltre i propri equilibri precari. Ma quanto può durare un’amministrazione che non è più rappresentativa nemmeno dei propri numeri?

Conclusione:
La realpolitik, tanto invocata quanto disprezzata, non può essere l’alibi per governare senza una maggioranza reale. La fiducia dei cittadini e la dignità della politica richiedono scelte coraggiose e chiare, non la perpetua navigazione a vista di chi teme di perdere il timone più di quanto tema di affondare la nave.
Non esiste una maggioranza, non ci sono nemmeno 17 consiglieri a sostegno, si è costantemente in balia del voto di un singolo consigliere per andare avanti.

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