L’evidenza dei documenti dovrebbe smentire le ipotesi di declassamento del policlinico di Colle dell’Ara ma da due giorni ormai sul fronte politico non si parla d’altro. E mentre il sindaco Diego Ferrara parla di declino annunciato, il consigliere regionale Mauro Febbo, documenti alla mano, bolla come fake news il ridimensionamento a Dea di primo livello. “Il declassamento a DEA di primo livello è l’ennesimo colpo a un ospedale che aveva fondi, progetti e un futuro che si poteva costruire in modo diverso da quello che si prospetta oggi, a fronte della scelta della Regione di declassare il presidio teatino, senza una sponda normativa a supporto”, dice Ferrara. “Una scelta che non comprendiamo, perché nasce prima del varo dell’atteso documento programmatorio sulla rete ospedaliera – riprende Ferrara, che è anche presidente del Comitato ristretto dei sindaci Asl – e che, proprio perché non supportata da vicissitudini legislative, paventavamo da mesi, da quando abbiamo visto scemare tutte le possibilità di rilancio per la struttura. Questo declassamento impoverisce ulteriormente la sanità teatina, già colpita dalla chiusura del Distretto sanitario di Chieti Scalo, dal mancato decollo delle UCCP, dal trasferimento di servizi di eccellenza, dalla perdita dei finanziamenti per il nuovo ospedale e dal disavanzo certificato dalla Asl con il piano di rientro, che renderà impossibile anche il progetto alternativo di ristrutturazione annunciato dalla Regione per l’ospedale. Accusa il colpo anche tutta la sanità abruzzese, che con la rinuncia della Regione non avrà alcun DEA di secondo livello nei suoi ospedali. Non è pensabile che si proponga una sanità di seconda classe quando si hanno tutti i presupposti per elevarne il valore, riportando il livello a quello del percorso avviato quando si è insediata la nuova giunta regionale. Così come riteniamo non sia giusto decidere un declassamento così penalizzante, senza interpellare la politica del territorio e consentire alla dialettica democratica di proporre altre soluzioni, come ancora auspichiamo accada, mettendoci a disposizione affinché si arrivi a un orizzonte che tenga veramente conto del potenziale, delle competenze, del contributo che la nostra sanità ha dato e può ancora dare al territorio in un disegno globale più inclusivo”. Nella questione interviene anche il segretario provinciale del Pd, Gianni Cordisco. “Chieti perde il DEA di secondo livello, come Lanciano e l’annunciato declassamento si realizza per mano di una Regione che al posto di agire in nome e per conto del territorio, usa le risorse pronte per pagare i debiti prodotti in due anni e mezzo di governo”, dice Cordisco. “La verità è che la Regione non sta governando nemmeno la sanità, dove dopo gli sforzi fatti dal centrosinistra per uscire dal commissariamento e per stanziare risorse a favore degli ospedali, si torna indietro o, peggio, non si va avanti – riprende Cordisco – A Chieti con il declassamento del DEA di secondo livello, nonostante ci fossero risorse pronte per un nuovo ospedale, continua il depotenziamento sanitario che ha notevolmente ridimensionato qualità e quantità delle prestazioni. Un tramonto che continua anche a Lanciano, dove si ripropone l’accoppiata Verì e Paolini, dal cui primo sodalizio ricordiamo la soppressione della Asl-Lanciano Vasto. Oggi l’ospedale aspetta un rilancio che è solo sulla carta e negli annunci che abbiamo sentito da parte dell’esecutivo regionale. Una stasi che si è acuita con la pandemia, durante la quale e nonostante le risorse messe a disposizione del Governo per affrontarla, la gestione di centrodestra di Regione e Asl è riuscita a produrre milioni di debiti, che saranno pagati con le risorse accantonate invece per gli ospedali, destinate a tornare indietro di dieci anni per l’incapacità di produrre persino l’ordinaria amministrazione della sanità”. Ma intanto Febbo, che replica al capogruppo del Pd alla Regione, Silvio Paolucci, tira fuori i documenti che sembrano confermare il Dea di secondo livello per il nosocomio teatino. “Il consigliere Paolucci continua con le sue inutili e strumentali polemiche riguardo la rete ospedaliera abruzzese. L’ennesimo abbaglio è arrivato sul verbale del Tavolo di Monitoraggio del 5 agosto (legge poco e con ritardo) nel quale erroneamente viene indicato il presidio di Pescara quale Dea di II livello. Errore confermato anche dallo stesso Ministero alla Salute che si è impegnato a correggerlo – dice il capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo. Questo è stato già discusso e comunicato in diverse riunioni della Quinta Commissione Sanità, sia dall’assessore Verì, che è già intervenuta sull’argomento, sia dal direttore del Dipartimento Sanità Claudio D’Amario sia dal direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza, dove si sta discutendo proprio della proposta di Rete ospedaliera regionale. Il documento approvato da questa Giunta regionale entro la fine di ottobre arriverà all’esame del Consiglio regionale. Il capogruppo del Pd sa benissimo come questo governo regionale abbia fatto delle scelte precise e nettamente diverse dal passato e sono indicate chiaramente nelle pagine 16 e 17 del documento. Non abbiamo optato per due Dea di II livello (Chieti- Pescara e L’Aquila-Teramo) ma su 4 Dea di I livello nei capoluoghi di provincia che potranno contare su alcune specificità ben individuate come quelli di livello superiore (vedi allegato). E’ inutile che Paolucci continui con i suoi allarmismi e soprattutto a diffondere fake news perché quando sarà portato a compimento il processo di rinnovamento varato dal centrodestra, il numero delle UOC passerà complessivamente da 191 a 221 mentre quelle della ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti crescerà da 55 a ben 69. Questo vuol dire conseguentemente un maggior numero di UOSD e UOS e quindi più servizi e reparti su tutto il territorio provinciale. Del resto voglio avvertire Paolucci che i teatini sanno benissimo chi erano i registi del tentativo di penalizzazione della sanità locale e di “scippare” l’Università alla città di Chieti con il declassamento del Clinicizzato. Purtroppo per loro, però – conclude Febbo – le cose sono andate diversamente”.
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