Policlinico depotenziato, Ferrara alla Lega: “Dove siete stati fino a oggi?”

“Il presidente del Comitato ristretto dei sindaci lamenta da tempo la condizione di progressivo depotenziamento dell’ospedale di Chieti, chiamando anche tutte le altre forze politiche alla mobilitazione”. Mi chiedo dov’è stata fino ad oggi la Lega comunale, che si rende conto dopo tre anni di governo regionale del centrodestra che la situazione sanitaria del nostro nosocomio va ogni giorno peggio?”. Non si è fatta attendere la replica del sindaco Diego Ferrara, chiamato in causa dalla Lega, nella veste di presidente del Comitato ristretto dei Sindaci della Asl, sul blocco della attività di Chirurgia Oncologica al policlinico. “Io sono fra quelli che lo hanno denunciato da subito, ad ogni occasione possibile e al verificarsi di ogni perdita, sollevando i problemi ai massimi livelli istituzionali – dice ancora Ferrara. In tre anni l’ho fatto da consigliere di minoranza, poi da sindaco e da presidente del Comitato ristretto dei sindaci Asl. Per questo non posso che leggere con perplessità le dichiarazioni di chi non solo è parte della maggioranza che governa l’Abruzzo, ma addirittura è il partito che potrebbe avere risposte dirette sulla situazione del nostro nosocomio e sulle strategie per il suo futuro. Da tempo chiedo che si faccia chiarezza sul disegno regionale per l’ospedale di Chieti, che ha perso risorse, reparti e occasioni. Oggi chiedo chiarezza anche sulla situazione covid e non covid, ma siano cristalline anche le finalità delle mobilitazioni politiche, perché non possiamo essere tirati in ballo come responsabili di tali perdite e né permetterci che beghe partitiche interne al centrodestra impoveriscano ancora di più una struttura che serve al territorio e dove si esprime il diritto alla salute che riguarda tutti e sempre”. Per i capigruppo della maggioranza che sostiene Ferrara sono “singolar le bordate amiche alla Regione da parte del partito che non solo è parte integrante della maggioranza, ma esprime la delega alla Sanità” “Dette a due anni dalla fine della legislatura regionale, queste parole suonano più come un ultimatum per qualcuno, che una sincera presa di posizione a vantaggio dell’ospedale e della città – rimarcano i gruppi consiliari di maggioranza – Non perché le motivazioni non siano vere: è un fatto che Chieti abbia perso 30 milioni di euro per il nuovo ospedale, così come è un fatto che i milioni di finanziamento per la riqualificazione dell’esistente sono ad oggi solo annunciati e che la mole delle prestazioni inevase aumenta, è vero che l’attività della chirurgia scende, che non si compiono scelte sui primari e che non ci sono investimenti strutturali e sulle apparecchiature su cui ridisegnare un presente diverso alla struttura. Tutti fatti che abbiamo più volte denunciato e rappresentato alle istituzioni governanti, insieme alla preoccupazione per l’aumento del disavanzo dei conti. Ma chi è classe dirigente, a patto che non parli per scrollarsi di dosso responsabilità e, forse, silenzi, dovrebbe essere capace di rettificare la rotta se si rende conto che quella intrapresa è sbagliata, specie se ciò avviene dopo ben tre anni di navigazione casuale. Non è pensabile che mentre la gente è costretta ad andare fuori a curarsi, anche per patologie oncologiche, perché non trova a Chieti tempo, spazi e strumentazione adeguati (un esempio per tutti l’odissea dei malati oncologici per la mancanza della Pet Tac), si debba anche assistere a regolamenti dei conti interni alla maggioranza regionale di cui è difficilmente comprensibile la finalità. Questo è l’ennesimo affronto a una sanità malata, che oggi ha sempre meno speranze, perché chi dovrebbe guarirla non sa come fare e, oltre i suoi interessi, non ha una visione”.

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