La responsabilità per il dissesto finanziario del Comune di Chieti è dell’ex sindaco Umberto Di Primio e dell’ex assessore al bilancio Valentina Luise.
Lo ha deciso la sezione giurisdizionale dell’Abruzzo della Corte dei conti. Di Primio dovrà pagare la sanzione pecuniaria 22.000 euro, e l’ex assessore Luise dovrà pagare di 12.500 euro. Nei confronti di entrambi, inoltre, è stata dichiarata la sussistenza dei presupposti per applicare le interdittive decennali dalle cariche elettive stabilite nel Testo unico degli enti locali. La Corte dei Conti non ha riconosciuto alcuna responsabilità nei confronti dell’attuale sindaco Diego Ferrara, dell’assessore alle finanze Tiziana Della Penna.
I commenti. Per lo Studio Police & Partners, che ha assistito Ferrara, la decisione rafforza la legittimità dell’azione amministrativa attuale. Il sindaco ha espresso soddisfazione per l’esito del giudizio.
“Riconosciuta la netta distinzione tra l’operato dell’attuale amministrazione e quello delle precedenti, evidenziando la ragionevolezza delle scelte adottate per cercare di risanare i conti del Comune di Chieti. È questa la decisione della Corte dei Conti dell’Abruzzo, che ha escluso qualsiasi responsabilità a carico dell’attuale amministrazione comunale in merito al dissesto finanziario dichiarato nel giugno 2023.
La decisione, contenuta nel Decreto n. 12 del 2025, respinge il ricorso presentato dalla Procura Regionale che chiedeva di accertare eventuali responsabilità, anche personali, dell’attuale Sindaco e di altri amministratori in carica, con l’eventuale applicazione di sanzioni pecuniarie e interdittive.
Secondo la Corte, non ci sono stati comportamenti negligenti da parte del Sindaco né della sua Giunta. Anzi, viene sottolineato come l’attuale Consiliatura si sia trovata a operare in tempi molto stretti per affrontare una situazione economica complessa e difficile, causata da problemi accumulati negli anni precedenti.
Il Sindaco è stato assistito dallo studio legale Police & Partners, con il Prof. Avv. Aristide Police e l’Avv. Raimondo d’Aquino di Caramanico, che ha difeso con successo la correttezza dell’azione politica e amministrativa portata avanti dall’inizio del mandato. Una decisione che chiude un capitolo delicato per il Comune e restituisce piena fiducia al lavoro dell’attuale governo cittadino”.
Di Primio dal canto suo ha scritto su Facebook: “Non condivido l’ordinanza della Corte dei Conti, ma la rispetto. Son certo di quel che ho fatto e sono pronto a proporre reclamo, nonostante la riduzione al minimo della pena pecuniaria e la possibilità di corrispondere, come per legge, solo il 30%. È solo il primo atto, vi ricordo! Invito tutti, quindi, ad essere rispettosi e cauti nei giudizi e nelle esternazioni.
Da solo, -per vero con il malcapitato assessore alle finanze (per di più esterno)-, mi faccio carico, ancora una volta, di tutto, anche delle responsabilità di quanti sono stati con me: dagli assessori ai consiglieri, dai dirigenti comunali ai collegi dei revisori, dalla Teateservizi ad ognuno di quelli che in 10 anni è stato in qualche modo parte dell’amministrazione.
L’ordinanza del 4/6/25 della Corte dei Conti, dopo nove mesi di gestazione, ritiene che (io) abbia “contribuito al verificarsi del dissesto” comunale, anche se non mi pare di aver letto cosa avrei fatto.
Se io ho “contribuito”, altri, mi pare evidente, l’avranno determinato.
Abbiamo seguito i pareri favorevoli dei dirigenti e quello che diceva la stessa Corte dei Conti. Diciamo che siamo solo alla prima puntata”.
Interviene su Facebook anche l’ex assessore (Giunta Ferrara) Enrico Raimondi: “Lo dicevo quando ero all’opposizione. Ed ero dell’opinione che avremmo dovuto dichiarare il dissesto appena insediati. Il lavoro fatto in questi anni premia una idea diversa portata avanti, nell’interesse della città, da Ferrara Pietro Diego. Ora c’è un organo terzo che ha accertato perché la nostra Città si trova in queste condizioni e chi sta cercando di risanarla. Spero che chi ha contribuito, stando in silenzio per dieci anni, abbia il pudore, ormai, di rimanere in silenzio per i prossimi anni”.
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