Partecipazione al Campus del bambino autistico: arriva la replica della cooperativa L’ancora sociale

Riceviamo e pubblichiamo la replica della Cooperativa L’ancora sociale contro la denuncia di Maria Helena Benedetti, Presidente dell’associazione Asperger Abruzzo:
“Gentile Direttore- Responsabile,
nell’edizione del 02/08/2024 del V/s giornale è apparso un articolo che riguarda la cooperativa Sociale L’Ancora che reca informazioni erronee, diramate dalla sig.ra Marie Helene Benedetti quale Presidente dell’Associazione Asperger, e gravemente lesive della professionalità della Cooperativa L’Ancora, che rappresento e, ancor peggio della professionalità degli operatori che lodevolmente vi prestano da anni la propria attività , ed umanità, aggiungo con attestazioni di stima da utenti ed amministrazioni pubbliche.
Preciso che, nella giornata di ieri, contattata previamente da una testata locale per accertare la fondatezza della notizia, ho chiarito la situazione tanto che prudentemente non è stato pubblicato
l’articolo ed ho direttamente e personalmente contattato la sig.ra Benedetti dandole precise informazioni sul caso ed invitandola a verificare con attenzione il contenuto della lettera di cui si è fatta delatrice perché erroneo.
Alla luce dell’articolo pubblicato dovrò, purtroppo, procedere per le vie legali contro l’autore della lettera e l’Associazione che le ha fatte proprie senza verificare previamente la fondatezza di quanto andava facendo proprio e diffondendo.
Nel Caso del Campus “L’Uliveto 2024” presso una struttura privata nel territorio del
Comune di Lanciano, di cui si parla, e che è servizio privato e non pubblico, esso è stato da noi pianificato tenendo conto della partecipazione dei minori con fragilità relativamente al numero di educatori specializzati e dei minori iscritti per poter assicurare nel migliore dei modi un percorso inclusivo.
Lo scorso anno, per il campus “L’Uliveto 2023”, la famiglia del minore ci aveva contattati chiedendo di far partecipare il proprio piccolo al campus, poiché lo stesso stava frequentando un altro campus privato di cui la famiglia non era soddisfatta. L’anno scorso ci è stato possibile
assicurare la permanenza sino a settembre, diversamente da quest’anno.
Contattati anche quest’anno dalla stessa famiglia, in data 24.06.2024, così come è stato fatto per tutte le altre famiglie richiedenti il servizio privato, la signora è stata da noi contattata telefonicamente per comunicarle le date disponibili in base all’ordine di arrivo delle richieste; è stata assicurata la partecipazione al campus privato organizzato dalla Cooperativa L’Ancora Sociale dal 22 luglio al 2 agosto 2024, periodo in cui si rendeva possibile l’accoglienza del minore, alla luce
dell’organizzazione delle attività del personale. Alla data indicata il minore non si è presentato al campus: questa è la verità dei fatti. Tutto il personale della Cooperativa al momento è occupato nelle attività estive e non ci è
possibile rispondere tempestivamente alle pec, ma alla richiesta sono stati dati, risposta e riscontro.
Ci teniamo a specificare che è un campus privato, e che quindi le attività non rientrano fra i servizi sociali di competenza comunale; ciò per chiarire che svolgiamo le attività nei limiti in cui la nostra organizzazione ce lo consente ed abbiamo potuto offrire i servizi per il tempo indicato, dal 22 luglio al 2 agosto 2024, proprio per dare la possibilità anche ad altri utenti in difficoltà di potere beneficiare delle attività ludiche estive non coperte da servizio pubblico.
Pretendere il contrario, ovvero la presenza per un tempo lungo a discapito degli altri, ed anche di altri con analoghe difficoltà, questo sì mi pare discriminatorio. Mi stupisco non tanto della famiglia, poiché purtroppo sappiamo a quanti disagi queste famiglie vanno quotidianamente
incontro, facendocene noi solidalmente carico, ma dell’associazione certamente sì.
La Benedetti ben dovrebbe conoscere quali sono i servizi assicurati dagli Enti Pubblici e quali sono purtroppo esclusi e solo ad offerta privata, ed evitare di alimentare confusione fra le famiglie e strumentalizzazioni, anche contro i comuni, che nessun beneficio portano agli utenti ed
alle loro fragilità. Questa è la corretta ricostruzione della vicenda. Siamo rammaricati e dispiaciuti, quindi, per essere stati accusati ingiustamente
dall’Associazione e dalla famiglia del bambino. L’accoglienza e l’inclusività sono la nostra mission da sempre e mi aspetto formali scuse, non tanto alla cooperativa, ma al nostro personale, dagli autori della lettera e dall’associazione”.

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