“Il Comitato Via in ottemperanza all’Ordinanza n. 279/2021 del Tar Pescara, che ha accolto l’istanza amministrativa volta all’ottenimento di V.I.A. postuma ex art. 29, comma 3 D.lgvo 152/2006 con esclusione del meccanismo procedimentale finalizzato all’ottenimento del PAUR (provvedimento amministrativo unico regionale) di cui all’27 bis del citato Decreto, ha dato mandato al Servizio Valutazione Ambientale di avviare il procedimento. Questo significa ripercorrere un iter lungo, tortuoso, già seguito, e soprattutto che porterà allo stesso risultato negativo per la istante società Sile visto che, già in più di una occasione, il Comitato si è espresso e che nulla è modificato, se non il tentativo legittimo della Società di difendere un proprio investimento”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Mauro Febbo. “Inutile ricordare che i manufatti del complesso noto come Megalò 2, o Mirò, sono stati realizzati sulla base di una voltura di titoli abitativi della SIRECC SRL alla Sile Costruzioni srl illegittimamente autorizzata da una conferenza di servizi indetta dal Comune di Cepagatti nel 2018, i cui esiti sono stati annullati in primo e secondo grado (Consiglio di Stato 6044/2020) dalla Giustizia amministrativa e quindi con sentenza passata in giudicato – dice ancora Febbo. E’ evidente come il VIA si sia già espresso in più occasioni, negativamente, in termini ambientali; così come in termini di sicurezza in quanto il centro commerciale è stato realizzato in area di esondazione del fiume Pescara. I lavori di argine eseguiti successivamente i fatti del 2013, quando fu emessa un’ordinanza Sindacale di chiusura per ragioni di sicurezza, sono stati eseguiti in difformità del progetto iniziale e alla prova dei fatti non danno quelle garanzie richieste, come gli accadimenti di alcune settimane fa hanno abbondantemente dimostrato. Anche dal punto di vista socio-economico ho più volte ribadito la mia contrarietà e quella della Regione con esplicite motivazioni. Aspetteremo con fiducia e serenamente il giudizio di merito del Tar di metà giugno e, se necessario, tutto il lungo tempo necessario per arrivare a Via postuma ma nel frattempo rivolgo ancora invito ai Comuni di Chieti e Cepagatti, interessati alle opere illegittime, di procedere alla richiesta di rimozione e bonifica delle aree diventate un ricettacolo di immondizia e illegalità”.
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