È nata nel 1919, quando la Prima guerra mondiale era appena finita, e per una persona della sua età una frattura al femore può rivelarsi fatale. Invece, per una nonnina residente in un comune del Chietino, l’intervento all’ospedale di Lanciano si è concluso con pieno successo. La paziente è stata sottoposta a un’operazione per la riduzione di una frattura scomposta, che ha richiesto l’impianto di un supporto metallico per stabilizzare l’osso e ripristinarne lunghezza e rotazione. L’età avanzata non ha scoraggiato l’équipe dell’Ortopedia guidata da Luigi De Fanis, che, valutate le buone condizioni fisiche della paziente, ha deciso di intervenire per restituirle una mobilità che altrimenti sarebbe stata compromessa in modo permanente.
L’operazione è stata eseguita dal chirurgo Amedeo D’Ortona, che ha impiantato un chiodo a sostegno dell’osso fratturato senza alcuna complicazione. Grazie al supporto dei fisioterapisti e all’uso di un deambulatore, la nonnina è stata già mobilizzata e ha iniziato a compiere i primi passi. Le sue condizioni di salute sono stabili e, entro pochi giorni, sarà dimessa per proseguire il percorso riabilitativo in un centro specializzato.
“La nonnina operata a Lanciano è l’emblema della fragilità – commenta il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Mauro Palmieri – per evidenti ragioni e non solo anagrafiche. La sanità pubblica è un sistema di tipo solidaristico e universale, e specie in circostanze come questa tali caratteristiche emergono con particolare evidenza. Esprimo sincero apprezzamento per l’équipe dell’Ortopedia di Lanciano per il lavoro di qualità che svolge ogni giorno, e che da forza alla vocazione chirurgica dell’ospedale”.
