Il 2 ottobre si celebra in Italia la Festa dei Nonni, una ricorrenza civile nata nel 1978, grazie a Marian McQuade, una madre di 15 figli e nonna di 40 nipoti. Forte della sua esperienza familiare e del contatto diretto con tante persone anziane, McQuade si fece promotrice di una ricorrenza nazionale per celebrare il legame tra nonni e nipoti, e sensibilizzare la società sull’importanza degli anziani, che successivamente fu istituita nel 2005 anche in Italia, grazie a una legge dello Stato (n. 159/2005), che ne ha fatto una ricorrenza civile da celebrare ogni 2 ottobre. La data coincide con la memoria liturgica degli Angeli Custodi, un simbolismo perfetto per rappresentare il ruolo protettivo e amorevole che i nonni svolgono quotidianamente.
“Nonni, depositari di amore, pazienza e saggezza, scrigni di memoria, autori di sogni profetici, custodi di radici. Ma anche eredità di fede e anello di congiunzione tra le generazioni. Nonni talvolta fragili, dalla voce spesso flebile, eppure sempre preziosa la cui preghiera è in grado di proteggere il mondo”, come affermava Papa Francesco, che sin dall’inizio del suo pontificato aveva rivolto loro un pensiero speciale, ringraziandoli del loro essere costruttori di pace e giustizia, e dedicando loro anche la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, fissandola al 26 luglio, memoria liturgica dei Santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù.
E come anche ha sottolineato Papa Leone XIV, in occasione della V giornata dei nonni e degli anziani, “Se dunque è vero che la fragilità degli anziani necessita del vigore dei giovani, è altrettanto vero che l’inesperienza dei giovani ha bisogno della testimonianza degli anziani per progettare con saggezza l’avvenire. Quanto spesso i nostri nonni sono stati per noi esempio di fede e di devozione, di virtù civiche e impegno sociale, di memoria e di perseveranza nelle prove! Questa bella eredità, che ci hanno consegnato con speranza e amore, non sarà mai abbastanza, per noi, motivo di gratitudine e di coerenza.”
Ma i nonni non rappresentano solo una memoria storica e affettiva, necessaria per la formazione delle nuove generazioni e come modelli di saggezza, sani principi e amore per la famiglia: uno studio di Astra Ricerche da Unione Italiana Food Roma rileva come il 31,5% trascorre con i propri nipoti tre o più ore al giorno, mentre il 23% li accompagna per una o due ore. Preparano merende, aiutano nei compiti, li accompagnano a scuola e alle attività extrascolastiche, permettendo alle famiglie, con il loro supporto, un risparmio considerevole e soprattutto stabilità emotiva, protezione e amore incondizionato, contribuendo allo sviluppo della fiducia nei nipoti e al rafforzamento della loro identità.
A tutti i nonni di Chieti e d’Abruzzo tanti cari auguri dalla Redazione de Il giornale di Chieti!
